Ancora buio sul debito del comune di Roma e Alemanno fallì come commissario

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali  Roma
Il commissario straordinario al debito del comune di Roma in audizione presso la commissione bicamerale per il federalismo fiscale rivela l’inadeguatezza dei suoi predecessori, tra cui lo stesso sindaco Alemanno che ricoprì il ruolo di commissario straordinario dal 2008 al 2010. 
Abbiamo sentito più volte Alemanno vantarsi di aver salvato roma dal disastro, dal dissesto finanziario.
Sarebbe più decente che il sindaco uscente smettesse di utilizzare questo argomento inconsistente in vista della campagna elettorale, ciò anche alla luce dell’audizione che si è tenuta ieri dell’attuale commissario straordinario al debito presso la Commissione bicamerale per il federalismo fiscale.
La gestione commissariale del debito avviata da Berlusconi, Alemanno e Tremonti doveva essere l’uovo di colombo per evitare il dissesto finanziario di Roma, per evitare l’aumento della pressione fiscale, per fare luce sul debito accumulato garantendo ai cittadini la conoscenza e la trasparenza sull’operato delle amministrazioni precedenti e per garantire i diritti dei creditori. Nessuno di questi obiettivi a distanza di quattro anni dall’avvio della procedura è stato raggiunto. La pressione fiscale sui cittadini romani è al massimo storico così come la sofferenza dei fornitori e dei creditori del comune.
Dopo quattro anni non esiste ancora un documento pubblico che dica ai cittadini romani quale sia effettivamente il debito che pesa sulle le loro tasche, sopra i loro servizi, sopra le loro vite. Nè esiste una relazione sull’attività della gestione commissariale, più volte richiesta dal parlamento e dai cittadini.
Qual’è la mole del debito che dovremo sostenere e ancora per quanto? Dal 2008 in poi abbiamo sentito parlare di 9 miliardi di euro, poi di 10, poi di 12,5.
Il vecchio piano di rientro dal debito quello del 2008 parlava di rate da circa 500 milioni di euro fino al 2048 ma ieri il commissario straordinario al debito, in audizione davanti alla commissione bicamerale per sul federalismo fiscale, ha definito quel documento una favoletta, un documento “narrativo” – secondo Varazzani – anche per l’inadeguatezza dei suoi predecessori tra cui lo stesso sindaco Alemanno che sommò il ruolo di commissario straordinario a quello di sindaco dal 2008 al 2010.
E ora, dopo anni di attività dei commissari, dopo l’apertura delle nuove linee di credito, dopo la chiusura di alcuni pesanti derivati pagando non sappiamo quale prezzo, qual è il peso finanziario che graverà ancora sui cittadini romani e per quanto tempo?
I romani non possono e non devono saperlo perchè ancora non arrivano i documenti neanche in parlamento e lo stesso Varazzani che in commissione si è detto offeso dalle insinuazioni di mancanza di trasparenza, respinge gli accessi agli atti di cittadini e creditori.
Ancora buio sul debito del comune di Roma e Alemanno fallì come commissario
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