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Atac non usi emergenza Coronavirus per bruciare altre risorse pubbliche

"Il comune ha già riconosciuto ad ATAC 11 milioni e a breve dovrebbero arrivare altri circa 110 milioni, ma sembrerebbe che il management aziendale denunci già la necessità di ulteriori risorse per evitare il fallimento e garantire il servizio". Così in una nota Riccardo Magi, deputato di Radicali +Europa, e Francesco Mingiardi, segretario di Radicali Roma, già promotori del referendum per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico locale di Roma.
"Si parla di un fabbisogno di 200 milioni: una cifra enorme considerato che 400 milioni è stato il sostegno straordinario del governo a tutti i comuni italiani per fronteggiare l’emergenza alimentare. La municipalizzata, conti alla mano, ha perso non più di 40 milioni dalla vendita dei biglietti, non restituisce quanto incassato per gli abbonamenti e continua a percepire il corrispettivo del contratto di servizio, seppur ridotto alle percorrenze ordinariamente offerte a giugno. Con 4 mila persone in solidarietà, al cui sostegno contribuirà anche la Regione, non si capisce perché ATAC non riesca a rendere più efficiente la propria struttura di costi. Le strade sono vuote, servono meno mezzi e meno personale per coprire gli stessi chilometri. Ci hanno detto per anni che il costo del servizio era elevato per il traffico di Roma. Ora con la grave crisi che colpisce e colpirà tutti i cittadini costretti a tirare la cinghia certe richieste sono inaccettabili. È inaccettabile che questa municipalizzata, data per risanata, colga l'occasione dell'emergenza sanitaria per drenare così tanti contributi pubblici senza dimostrare cosa è stato fatto per ottimizzare la gestione".
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