Atac: Valore referendum è nell’apertura di un dibattito

"Visti i costi attuali sui cittadini servizio potrebbe anche essere gratuito".
Dichiarazione di Riccardo Magi e di Alessandro Capriccioli, promotori del referendum "Mobilitiamo Roma":
 
Se ATAC non fosse un’impresa gestita dalla politica, le contestazioni mosse dal Tribunale sull’inadeguatezza del piano suonerebbero a tutti come un fallimento non scongiurabile: un vero privato sarebbe fallito. Visto che in ballo non è tanto il servizio da offrire ai cittadini ma le prerogative gestorie di un’impresa colossale oltre che la salvaguardia della politica vecchia e nuova, tutto sembrerebbe possibile. Dal paracadute pubblico, a quello di Ferrovie dello Stato l’attenzione è tutta sul salvataggio di breve termine. La ciambella al naufrago. Non un’idea di futuro, non un progetto. Nulla di nulla. Tutto purché la gestione resti in mano alla politica. A questo noi opponiamo il valore del referendum innanzitutto quale strumento per aprire un dibattito vero sul futuro del servizio di trasporto pubblico e, in secondo luogo, per restituire alla politica il compito che dovrebbe esserle proprio: immaginare il servizio ideale e controllarne la gestione. Per quanto costa oggi ai cittadini in termini di tasse e per il modesto apporto dei biglietti il servizio potrebbe addirittura essere offerto gratis. Bisognerebbe però stravolgere il concetto di “pubblico” puntando tutto sul servizio a partire dal piano ideale. Oggi unico dividendo dei cittadini è il costo di inefficienze e sprechi. Chi parla di concordati e paracadute, getta la ciambella e si disinteressa del valore del servizio e del suo costo sociale. Noi vogliamo un servizio pubblico efficiente che, ai costi attuali, addirittura potrebbe essere gratuito.
Atac: Valore referendum è nell’apertura di un dibattito
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