Legalizziamo!

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E’ stata completata con successo la raccolta firme nazionale sulla Proposta di legge di Iniziativa Popolare per la regolamentazione della produzione, consumo e commercio della cannabis.

L’iniziativa, parte di Legalizziamo!, vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi mesi, alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale promosso dal senatore Benedetto della Vedova esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla Camera e la arricchisce con proposte storiche dei Radicali e contributi specifici di esperti e militanti delle associazioni sostenitrici, oltre che giuristi a titolo personale, per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso.

Decenni di proibizionismo sulle sostanze stupefacenti hanno fatto aumentare la produzione, i traffici, i consumatori. Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali.Le droghe sono più diffuse ed economiche che mai. Circolano ovunque, dalle scuole alle carceri passando per i vicoli e dal web. Solo in Italia il giro d’affari della narcomafie è stimato intorno ai 30 miliardi euro. Le Nazioni Unite confermano che il fenomeno riguarda oltre il 5% della popolazione mondiale.

La guerra alla droga ha consegnato un problema socio-sanitario al diritto penale, facendolo diventare una questione di ordine pubblico e, in certi casi, di sicurezza nazionale. Milioni di persone sono in carcere per reati di droga. Reati che non fanno vittime. La corruzione e la violenza, in particolare nei Paesi produttori e di transito, mettono in pericolo le democrazie. Ogni anno decine di migliaia di persone muoiono per questa guerra.

La proibizione sulle piante e le sostanze psicoattive derivate ha anche imposto enormi limitazioni alle ricerca scientifica pura e a quella applicata allo sviluppo di nuove terapie per decine di malattie, bloccando il progresso della scienza con danni gravissimi per la salute di milioni di persone.

Chiediamo che il tema venga discusso in modo non ideologico sulla base dei dati ufficiali e delle evidenze scientifiche. Con le esperienze positive in atto in diversi Paesi e le analisi di politici, economisti, giuristi ed esperti di tutto il mondo che denunciano il fallimento del proibizionismo. La buona politica non si giudica dalle intenzioni ma dai risultati. È ora di regolamentare la pace.