fbpx

Legalizziamo!

È ora di riaccendere un dibattito serio e responsabile sulla legalizzazione della cannabis.
I cittadini italiani si sono espressi molte volte a favore di questo tema ma da troppo tempo aspettano una risposta dal Parlamento.
È ora di piantarla con l’ipocrisia
Legalizzare la cannabis significa mettere fine agli affari delle mafie, significa riconoscere ai cittadini la libertà di consumare in modo più sicuro e responsabile, la libertà di curarsi o di intraprendere un’attività economica nella piena legalità.

Sostieni anche tu la campagna radicale WeeDo! Compila tutti i campi e premi "INVIA"!

Nel 2016 è stata completata con successo la raccolta firme nazionale sulla Proposta di legge di Iniziativa Popolare per la regolamentazione della produzione, consumo e commercio della cannabis.

Decenni di proibizionismo sulle sostanze stupefacenti hanno fatto aumentare la produzione, i traffici, i consumatori. Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali.Le droghe sono più diffuse ed economiche che mai. Circolano ovunque, dalle scuole alle carceri passando per i vicoli e dal web. Solo in Italia il giro d’affari della narcomafie è stimato intorno ai 30 miliardi euro. Le Nazioni Unite confermano che il fenomeno riguarda oltre il 5% della popolazione mondiale.

La guerra alla droga ha consegnato un problema socio-sanitario al diritto penale, facendolo diventare una questione di ordine pubblico e, in certi casi, di sicurezza nazionale. Milioni di persone sono in carcere per reati di droga. Reati che non fanno vittime. La corruzione e la violenza, in particolare nei Paesi produttori e di transito, mettono in pericolo le democrazie. Ogni anno decine di migliaia di persone muoiono per questa guerra.

La proibizione sulle piante e le sostanze psicoattive derivate ha anche imposto enormi limitazioni alle ricerca scientifica pura e a quella applicata allo sviluppo di nuove terapie per decine di malattie, bloccando il progresso della scienza con danni gravissimi per la salute di milioni di persone.

Chiediamo che il tema venga discusso in modo non ideologico sulla base dei dati ufficiali e delle evidenze scientifiche. Con le esperienze positive in atto in diversi Paesi e le analisi di politici, economisti, giuristi ed esperti di tutto il mondo che denunciano il fallimento del proibizionismo. La buona politica non si giudica dalle intenzioni ma dai risultati. È ora di regolamentare la pace.