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I mercati sociali voluti dai 5 Stelle sono un’idea inquietante

"L'idea dei mercati sociali, nata da una mozione della maggioranza 5 Stelle dell'Assemblea Capitolina, ha trovato un'attuazione che, per come è rappresentata sul sito istituzionale di Roma Capitale, non ci piace affatto. Il baratto tra beni di prima necessità offerti nei mercati sociali e l'espletamento di servizi socialmente utili esprime un'idea triviale del welfare e del lavoro". Lo dichiarano in una nota Riccardo Magi e Francesco Mingiardi, rispettivamente deputato di +Europa Radicali e segretario di Radicali Roma.

"Non siamo sfavorevoli - aggiungono - all'idea di trovare soluzioni flessibili e emergenziali, che magari attingano al bacino dei percettori del reddito di cittadinanza, ma non possiamo ammettere il lavoro non contrattualizzato come tale e non pagato in denaro. Peraltro non si capisce nemmeno quale sia l'equivalenza tra ore di lavoro e beni di prima necessità né quali siano le regole della prestazione lavorativa. Se c'è bisogno di lavoro che si assumano lavoratori, altrimenti arriveremo ad ammettere - concludono - ogni sorta di transazione al ribasso sul lavoro e a condizionare le prestazioni socio assistenziali a circostanze ulteriori rispetto all'unica ammissibile in uno stato di diritto, ovvero lo stato di bisogno"

I mercati sociali voluti dai 5 Stelle sono un’idea inquietante
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