Mozione Generale 2017

L’Assemblea annuale di Radicali Roma, riunita a Roma il 17 e il 18 dicembre 2016,
per la prima volta riunita dopo la morte di Marco Pannella, ricorda con commozione la sua figura, la sua vita e i suoi insegnamenti.

L’Assemblea rileva che l’elevatissimo debito di Roma Capitale, da anni oggetto di studio e approfondimento da parte dell’Associazione, si è formato soprattutto a causa della politica clientelare emersa con l’inchiesta “mafia capitale”, e sottolinea che le delibere di iniziativa popolare “Accogliamoci”, su cui sono state raccolte le firme di più di seimila cittadini romani, hanno costituito una prima, concreta risposta ai metodi consociativi che hanno portato la città sull’orlo del baratro.

L’Assemblea sottolinea che l’ammontare di quel debito, così come l’attuazione dell’accordo con il Governo per il suo ripianamento, rimangono tuttora pressoché sconosciuti ai cittadini, configurando una mancanza di trasparenza che non consente alcuna valutazione obiettiva sulla reale condizione economica della città.

L’Assemblea rileva che in tale situazione di opacità prendere una decisione consapevole sulle Olimpiadi del 2024 sarebbe stato pressoché impossibile, e rivendica quindi il tentativo di aprire un dibattito pubblico sui costi e sui benefici dell’iniziativa esperito attraverso il referendum; al contempo denuncia gli ostacoli, in alcuni casi sfociati in comportamenti illegali, posti alla raccolta delle firme, rilevando come ancora una volta la possibilità dei cittadini di conoscere per deliberare sia stata sacrificata sull’altare di interessi particolari, sia politici che economici.

L’Assemblea sottolinea che per uscire dall’attuale situazione è indispensabile elaborare e attuate riforme profonde e strutturali del sistema: le stesse che furono proposte, sintetizzate in nove punti, all’allora Sindaco Marino, in un momento di debolezza del “regime” romano che rappresentava un’irripetibile occasione per realizzarle, e che successivamente sintetizzammo nel documento “Chi soffoca Roma”, presentato durante la scorsa assemblea.

L’Assemblea rileva che le stesse analisi e le stesse soluzioni sono state offerte, durante le scorse elezioni amministrative, al candidato “radicale” Giachetti, nella speranza che la sua storia personale e il suo carattere lo rendessero più coraggioso di altri nell’affrontare le questioni centrali per il rilancio della città. Tenuto conto del difficilissimo contesto caratterizzato da un forte voto di protesta, da un’aperta ostilità alle formazioni politiche “tradizionali” e dalle ormai tristemente consuete carenze e omissioni degli organi di informazione, che hanno consentito alla lista “Radicali” di essere conosciuta da una percentuale bassissima di cittadini, riconosce nel risultato elettorale la conferma dell’effettiva esistenza politica del movimento romano.

L’Assemblea rileva il felice esito elettorale nel I e nel II Municipio di Roma nelle elezioni del 2016, dove sono stati eletti nelle liste radicali i consiglieri municipali Naim e De Gregorio.

L’Assemblea, dopo quasi sei mesi dall’insediamento della Sindaca Raggi, prende atto che quelle questioni, cruciali per il rilancio della capitale, rimangono tuttora irrisolte, come dimostra il lavoro di aggiornamento effettuato in occasione di questo congresso, e rileva che per affrontarle non è sufficiente la semplice proclamazione – e neppure la pratica – dell’onestà, ma occorrono una visione della città, riforme concrete che la incarnino e soprattutto il coraggio di perseguirle: vincendo la tentazione di consolidare, nel tentativo di arginare la corruzione e il malaffare, la situazione di immobilismo che sembra profilarsi, e che in questa fase risulterebbe letale per il futuro della Capitale.

L’Assemblea sottolinea che il tema epocale dell’immigrazione, emblematico del collegamento tra piano transnazionale e piano locale del governo dei fenomeni, costituisce uno dei nodi cruciali per comprendere il ruolo decisivo che le città assumono in una realtà globalizzata, e nel caso di Roma attraversa trasversalmente molti punti critici che hanno caratterizzato un declino che rischia di diventare inarrestabile. Ritiene quindi che l’iniziativa sul fronte della riforma del sistema di accoglienza, con l’obiettivo di portarlo al livello delle migliori pratiche esistenti, debba costituire uno dei cardini dell’attività per l’anno a venire.

L’Assemblea rileva altresì che l’intollerabile situazione dei campi rom nella Capitale, frutto delle politiche di segregazione etnica che hanno caratterizzato trasversalmente le amministrazioni degli ultimi decenni, sia ancora assai lontana dal suo superamento: e ribadisce, al di là dei proclami populisti di chi inneggia alle ruspe e agli sgomberi, che i percorsi di inclusione costituiscono gli unici strumenti capaci di affrontare il problema in modo efficace.

L’Assemblea individua nelle delibere di iniziativa popolare “Accogliamoci”, di prossima calendarizzazione nell’Assemblea Capitolina secondo quanto assicurato dal presidente De Vito, il primo strumento utile per alimentare l’iniziativa su entrambi i fronti: sottolinea inoltre la necessità che i soggetti promotori delle delibere proseguano insieme un lavoro di analisi, di elaborazione e di proposta che da occasionale diventi permanente, ponendosi come interlocutore dell’amministrazione per esercitare un’attività continuativa di stimolo e verifica.

L’Assemblea ribadisce, nell’attuale situazione di profonda crisi in cui versa la democrazia, la centralità dell’iniziativa popolare quale strumento indispensabile per restituire ai cittadini la possibilità di decidere sulle questioni che li riguardano direttamente. Individua quindi nella semplificazione della normativa comunale sulle autentiche delle sottoscrizioni, sulla possibilità di firma digitale e sull’introduzione di referendum vincolanti, nonché nell’armonizzazione e nell’effettiva praticabilità degli istituti di democrazia diretta municipale, obiettivi prioritari su cui concentrare l’attività nel prossimo anno radicale: sia attraverso l’elaborazione di proposte di riforma dello Statuto comunale e di iniziative per promuoverne l’adozione, sia attraverso l’attivazione di strumenti di iniziativa popolare per la modifica dei regolamenti che regolano tali istituti.

L’Assemblea individua nell’endemica mancanza di concorrenza, nel mantenimento delle rendite di posizione e nel consolidamento di posizioni dominanti ormai pluridecennali uno degli elementi che paralizzano il tessuto produttivo della città, impedendo lo sviluppo e l’affermazione di forze nuove che rivitalizzino una situazione economica ormai stagnante. Ritiene quindi che il rispetto e l’attuazione della Direttiva comunitaria Bolkenstein costituisca un elemento cruciale per sbloccare una Capitale paralizzata da troppo tempo, e dà mandato agli organi dirigenti di elaborare e mettere in campo iniziative, anche di carattere popolare, per promuoverne la concreta adozione.

L’Assemblea rileva che il problema della mobilità cittadina costituisce un nodo centrale per la costruzione di una città dinamica, nella quale la mobilità sia un’opportunità per i romani anziché trasformarsi in un ostacolo, e per un’attenzione ai problemi ambientali che vada al di là delle enunciazioni di principio e delle misure emergenziali. Ribadisce che la surreale situazione della Metro C è emblematica di un approccio caratterizzato dal perseguimento di scopi clientelari e dallo sperpero di risorse pubbliche per finalità private senza alcuna utilità per i cittadini, e dà quindi mandato agli organi dirigenti di proseguire, anche a livello giudiziario, il lavoro di analisi e di denuncia già intrapreso negli anni passati. L’assemblea ribadisce l’improrogabile necessità di rivoluzionare la mobilità romana cercando soluzioni tarate sulla reale domanda di trasporto e che sfruttino tecniche moderne, leggere e ad altissima frequenza. Riconosce inoltre nell’elaborazione del Prof. Tamburrino un virtuoso esempio di come le soluzioni tecniche disponibili sul mercato consentano di realizzare progetti alternativi all’attuale gestione ottocentesca della mobilità: dà quindi mandato agli organi dirigenti di promuovere uno studio comparato delle alternative presenti sul mercato per raggiungere un piano di mobilità strutturato su sistemi innovativi, flessibili e leggeri, con l’obiettivo di raggiungere entro cinque anni il 50% di spostamenti con trasporto pubblico.

L’Assemblea ritiene che il problema della povertà, e più in generale di un welfare comunale mai concretamente implementato in modo efficace, sia stato uno degli elementi decisivi per la nascita e lo sviluppo del sistema clientelare che ha caratterizzato drammaticamente la storia recente della città. Dà quindi mandato agli organi dirigenti di elaborare analisi e proposte che restituiscano ai cittadini in difficoltà economica strumenti effettivi per superare la loro condizione, a partire dal tema dell’emergenza abitativa, che è necessario declinare finalmente secondo criteri di legalità ed equità sociale.

L’Assemblea individua nell’autofinanziamento e nella diffusione delle analisi e delle iniziative radicali a un numero sempre maggiore di cittadini una delle priorità del prossimo anno, senza la quale le nostre proposte di governo della capitale rischiano di rimanere patrimonio di un numero ristretto di persone. Dà quindi mandato agli organi dirigenti, ed in particolare al Tesoriere, di elaborare in tempi brevi un piano iscrizioni articolato e puntuale, che indichi strategie, tempistiche e strumenti, e che si ponga come obiettivo auspicato il raggiungimento dei cinquecento iscritti entro la prossima Assemblea.

L’Assemblea riconosce la centralità dell’organizzazione quale elemento decisivo per rafforzare l’azione politica e amplificarne l’efficacia. Dà quindi mandato agli organi dirigenti di studiare e implementare modelli organizzativi interni che valorizzino il contributo militante degli iscritti e razionalizzino l’impiego di tempo e risorse da dedicare all’attività politica.

L’Assemblea ringrazia la generosità e la dedizione dei militanti romani, che con il loro impegno instancabile hanno contribuito in modo determinante al successo della campagna “Legalizziamo”.

L’Assemblea si riconosce nell’elaborazione, nell’analisi e nelle proposte di Radicali Italiani, sottolineando il valore del suo progetto politico, e mette l’Associazione a disposizione delle iniziative nazionali per le quali sia necessario l’apporto militante dei compagni romani.