Mozione generale per l’anno 2014

MOZIONE GENERALE
ASSEMBLEA ANNUALE ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA
Roma, 15 dicembre 2013

Gli iscritti dell’Associazione Radicali Roma, riuniti nell’Assemblea Ordinaria del 15 dicembre 2013 in via di Torre Argentina 76 a Roma, ascoltate le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approvano.

L’Associazione, forte di 11 anni di analisi e battaglie portate avanti nella Capitale, rileva che il primo male di cui soffre la città di Roma -come del resto l’intero Paese- è la predominanza di una “casta feudale” ormai degenerata oltre i limiti della partitocrazia, che si è impadronita della politica attraverso il controllo delle aziende a partecipazione statale, regionale e comunale e delle principali testate giornalistiche: questo è il vero Regime Romano, che da anni svolge la sua opera di conquista in spregio delle regole, della libera concorrenza di idee, progetti, imprese e di una gestione oculata delle risorse pubbliche.

L’assemblea constata che la retorica dei “beni comuni” rischia di diventare l’alibi con cui il “capitalismo inquinato” e la classe dirigente ad esso asservita tengono sotto controllo il patrimonio delle aziende municipalizzate e partecipate di Roma Capitale, utilizzate non come volano di sviluppo e strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma come “riserva di caccia” cui attingere per coltivare interessi privati.

L’Associazione individua come beni comuni la legalità e la trasparenza, indispensabili sia per svelare l’opacità delle dinamiche consiliari, sia per elaborare ipotesi di razionalizzazione della spesa corrente: considera dunque non più accettabili i gravi ritardi nell’approvazione del bilancio preventivo, e ritiene urgente l’adozione di un bilancio consolidato che comprenda gli enti locali e le aziende partecipate, come descritto nel documento “Proposte di politica Radicale per Enti locali e Regioni” redatto da Radicali Italiani ancor prima di essere prescritto dalla normativa nazionale.

Dando seguito alla battaglia per l’Anagrafe Pubblica degli Eletti, e individuando nell’Assemblea Capitolina la prima istituzione da rendere trasparente, ritiene prioritaria l’adozione da parte di Roma Capitale dei portali OpenMunicipio e OpenBilancio e si impegna a promuovere analoghi strumenti per le aziende erogatrici di servizi pubblici; per evitare disastrose svendite o inopportune privatizzazioni, l’Associazione ritiene opportuno dare seguito anche a Roma a quanto è in procinto di effettuare il Comune di Milano sulla ricognizione del patrimonio immobiliare e dei servizi erogati dal Comune, identificando in modo chiaro quali siano le attività considerate come “servizi pubblici comunali”, quale sia il costo sostenuto per fornirle, quali siano i vantaggi e gli svantaggi della loro gestione attraverso soggetti controllati dal Comune rispetto ai privati e perciò valutando, per ciascuna delle strutture che svolgono tali attività, i benefici di eventuali liberalizzazioni.

L’Associazione constata che dopo anni in cui per il Consiglio Comunale, e persino per il Parlamento, conoscere la reale entità del debito della Capitale e l’attività della gestione commissariale è stato proibitivo, nell’aprile scorso il commissario Massimo Varazzani ha depositato una relazione in cui, tra l’altro, ha indicato come necessario l’aumento del contributo di almeno altri 200 milioni l’anno, dimostrando ulteriormente l’insosteniblità di tale procedura, come l’analisi dell’Associazione aveva previsto.

In questa situazione di sfascio senza precedenti, che impone di rompere una volta per tutte con i metodi e le logiche del passato, l’Associazione rileva infatti come il commissariamento del debito di Roma abbia rappresentato l’ennesimo escamotage per spostare il debito senza estinguerlo, permettendo in tal modo di impiegare fondi senza affrontare serie riforme della spesa pubblica: fa quindi appello agli iscritti e ai militanti delle forze politiche romane affinché chiedano ai loro dirigenti un’immediata discontinuità rispetto al regime romano degli ultimi anni.

L’Associazione riconosce il valore dell’iniziativa condotta dal consigliere comunale Radicale Riccardo Magi, che anche se eletto da pochi mesi è riuscito prima a denunciare e poi a bloccare, anche grazie all’articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, la spartizione di fondi pubblici da parte della maggioranza dei consiglieri capitolini, interessati a pasturare il loro elettorato attraverso il metodo della cosiddetta manovra d’aula, una “legge mancia” nostrana in vigore ormai da anni.

L’Associazione ritiene tutt’altro che superata l’emergenza rifiuti a Roma, giudica allarmante il metodo di smaltimento in alcune discariche del Lazio, considera poco trasparente il ciclo dei rifiuti della Capitale e auspica un nuovo piano industriale dell’AMA affinché Roma possa raggiungere gli obiettivi di recupero di materia previsti dalla legge, implementando finanche l’impiantistica necessaria a supportare tale scelta.

L’Associazione ribadisce il proprio impegno a sostenere fino al suo compimento la lotta nonviolenta per la “giustizia giusta” e l’amnistia, a partire dall’imminente “Marcia di Natale 2013”, alla cui organizzazione l’Associazione contribuirà fattivamente;

L’Assemblea, consapevole del fatto che le condizioni di vita delle persone e il livello dei diritti civili, umani e sociali costituiscano i segnali, al tempo stesso emblematici e concreti, della situazione democratica di una società, reputa necessario che l’impegno su questi temi debba proseguire con il completamento e il rilancio di iniziative già avviate quali:

  • l’adozione di tutte le iniziative utili a far approvare dall’Assemblea Capitolina la proposta Radicale di delibera recante “Anagrafe pubblica relativa alla raccolta, al recupero, allo smaltimento e agli impianti dei rifiuti solidi urbani”, la segnalazione alla Commissione europea e alla Commissione petizioni del Parlamento europeo di tutte le violazioni delle Direttive 1999/31/CE e 2008/98/CE che riguardano il Lazio e  i’impegno a far calendarizzare ed approvare dall’Assemblea Capitolina la proposta di delibera popolare denominata “Roma verso rifiuti zero”;
  • nel contesto politico e istituzionale attuale, caratterizzato da discriminazioni nell’accesso al welfare familiare per le coppie more uxorio rispetto a quelle unite con vincolo matrimoniale, nonostante la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia riconosciuto anche a persone dello stesso sesso la dignità di vita familiare e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea abbia equiparato i benefici in ambito lavorativo per coppie di fatto o sposate, il rafforzamento dell’iniziativa già avviata con la presentazione della delibera di iniziativa popolare per il riconoscimento delle unioni civili da parte di Roma Capitale e il lancio di analoghe iniziative a livello regionale, nella convinzione che il cambiamento in tale ambito possa partire dagli enti locali;
  • la mobilitazione per accelerare l’adozione del PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), in ossequio alla mozione a prima firma Riccardo Magi che l’Assemblea Capitolina ha approvato lo scorso 29 ottobre impegnando il Sindaco e la Giunta “ad avviare immediatamente ogni attività necessaria a giungere all’adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche per Roma Capitale con la massima urgenza, dando un segnale di forte discontinuità sul tema della mobilità dei disabili da 26 anni a questa parte”;
  • la conferma e il rilancio dell’impegno in difesa del diritto dei cittadini a disporre liberamente del proprio corpo, sia denunciando l’odioso boicottaggio operato da parte del sistema sanitario in tema di accesso alla contraccezione di emergenza e all’aborto farmacologico, sia mobilitandosi per ottenere l’immediata calendarizzazione della delibera di iniziativa popolare sull’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici depositata dall’Associazione Luca Coscioni nel 2009 e da Radicali Italiani;
  • l’impegno a verificare, documentare e denunciare lo stato critico dei presidi antidroga, dei centri notturni e diurni d’aiuto e dei servizi socio-sanitari per i tossicodipendenti di competenza comunale, anche attraverso la realizzazione di inchieste volte a sollecitare l’efficiente allocazione delle risorse in direzione della riduzione del danno e dell’assistenza al recupero;
  • l’elaborazione di proposte concrete per superare la prassi consolidata delle affissioni politiche abusive, che costituiscono un danno non soltanto per il decoro urbano, ma soprattutto per l’economia della città e per il diritto all’informazione dell’intera comunità, e l’impegno a documentare lo svolgimento della campagna elettorale per le elezioni europee, che si prevede anche stavolta illegale e antidemocratico;
  • l’elaborazione di proposte, ed ove possibile l’adozione di iniziative, affinché l’amministrazione Marino non adotti la politica di ordinanze proibizioniste in tema di alcolici e prostituzione che negli scorsi anni, in nome di una “sicurezza” tanto ideologica quanto astratta, ha provocato la desertificazione notturna di interi quartieri, finendo per consegnarli allo spaccio, alla tratta di esseri umani e alla delinquenza comune e rendendoli in tal modo veri e propri presidi di illegalità;
  • il proseguimento e il rilancio delle azioni intraprese nel 2013 per il diriitto dei cittadini di accedere liberamente alla spiaggia del lungomare di Ostia, ormai divenuto a tutti gli effetti un “lungomuro”, con l’obiettivo di ottenere un nuovo PUA (Piano Utilizzo Arenili) che rispetti le direttive UE (Bolkestein) e restituisca ai cittadini la possibilità di utilizzare le spiagge tutto l’anno;
  • la riforma del sistema di erogazione dei servizi di assistenza ai cittadini, nella direzione di una maggiore libertà di scelta, garantendo l’effettiva centralità del “progetto individuale” già indicato dalla normativa regionale come strumento alla base di un’erogazione di servizi finalizzato all’auto-relizzazione dell’assistito;
  • dopo l’impegno per fermare lo sgombero della baraccopoli di via Salviati, in continuità con la politica della precedente amministrazione verso la popolazione rom della Capitale, e l’appoggio all’iniziativa dell’Associazione 21 luglio e Arci Solidarietà che ha proposto all’amministrazione Marino “Una nuova politica locale rivolta alle comunità rom, sinti e camminanti della città di Roma”, l’elaborazione e l’adozione di misure concrete che vadano verso l’effettiva attuazione della “Strategia Nazionale di Inclusione”, in linea con le direttive europee.

Per perseguire tali obiettivi l’Associazione individua, tra gli altri, lo strumento della nonviolenza, che secondo la tradizione gandhiana e radicale è il metodo di chi è inerme ma non inerte, ritenendo che debba rappresentare nella sua varietà di forme e proposizioni il principale strumento di lotta dell’associazione.

Al fine di denunciare e rendere pubbliche le conseguenze della mala-gestione della città, inoltre, l’Associazione ritiene urgente ottenere che almeno le istituzioni europee si attivino per interrompere le tante infrazioni attualmente in corso: impegna perciò gli organi dirigenti a convocare una prima tavola rotonda con esperti giuristi per capire quali dossier consegnare alle Corti europee e quali strumenti comunitari mettere in campo.

L’Associazione, ringraziando i propri iscritti, i militanti e tutti i cittadini che, con grande slancio democratico, hanno sottoscritto i dodici quesiti referendari abrogativi del Comitato CambiamoNoi e Giustizia Giusta, si fa forte di questa esperienza che ha rappresentato -come in altre città italiane- il fulcro di aggregazione intorno alle proposte radicali, e rintraccia nell’unione laica delle forze un elemento chiave per scardinare l’attuale sistema di potere italiano: per questo ritiene necessario valutare se la possibile raccolta di firme per la candidatura di una lista “europea e federalista” alle prossime elezioni europee di marzo possa rappresentare un’occasione di convergenza su iniziative popolari e referendum locali.

L’assemblea ringrazia le 134  persone che hanno deciso di iscriversi a Radicali Roma (62 dei quali iscritti nel 2013 anche a Radicali italiani), che con il loro contributo hanno permesso all’Associazione di rompere ancora una volta il monopolio della partitocrazia parastatalizzata, che vive di finti rimborsi elettorali e di spesa pubblica clientelare: ritiene dunque necessario il lancio di una campagna straordinaria di autofinanziamento che sia volta anche al sostegno e all’adesione al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e ai suoi soggetti costituenti.

Mozione generale per l’anno 2014
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