Niente di nuovo sul fronte occidentale /2

Di Veronica Alfonsi.

“Time is out of joint”, diceva Amleto. Il tempo è disarticolato, lussato, sconnesso, fuori di sesto, il tempo è disserrato, disturbato, insieme sregolato e folle, traduceva Derrida. Il tempo è deportato, fuori di sé, disaggiustato.
“Time is out of joint” diceva Amleto, e deve essere vero, deve essere proprio così o certe cose non potrebbero accadere. Non potrebbero accadere di nuovo.

Ieri
1957, Little Rock - Arkansas: nove studenti afroamericani, sei ragazze e tre ragazzi, vengono ammessi alla scuola integrata Little Rock High School. La decisione viene presa in ragione del loro alto rendimento scolastico e dei test attitudinali passati a pieni voti. Il primo giorno di scuola i “Little Rock Nine”, così vennero poi chiamati, arrivano di fronte alla scuola, ma non riescono a entrare.
L’ingresso e lo svolgimento dell’attività didattica viene impedito loro dall’Arkansas National Guard, inviata dall’allora governatore democratico Orval Faubus. Gli studenti bianchi della scuola bloccano l’entrata, gridano e urlano contro i compagni. L’episodio arriva alle orecchie del Presidente degli Stati Uniti, Eisenhower, che decide di inviare truppe federali per consentire l’ingresso dei ragazzi nella scuola. Così Ray, Roberts, Pattillo, Thomas, Walls, Mothershed, Brown, Eckeford, Green riescono a frequentare le lezioni, rigorosamente scortati, tra gli insulti, gli sputi, gli spintoni, le continue vessazioni di altri giovani simili a loro, ma bianchi. La situazione, nonostante l’esercito e la presenza dei professori, degenera a tal punto che l’anno scolastico viene interrotto e passa alla storia come “Lost Year”. Solo Ernest Green riuscirà a resistere, continuerà a studiare in quella scuola carica d’odio e si diplomerà. Gli altri otto rinunceranno e andranno via.

In quei giorni arrivano al presidente molte lettere, tra cui quella di Charles Alexander, un ragazzo di diciotto anni, arruolato nella Marina militare americana.
Dice Charles: “Le scrivo con l’intento di sapere cosa si sta facendo per risolvere il problema dell’integrazione. Per me è una questione importante perché riguarda il futuro del mio popolo. Ho appena compiuto diciotto anni e so che dovrò trascorrere la mia vita difendendo un paese nel quale la mia gente non è voluta. Ne sono ben consapevole. Qui in Marina, gli insulti piovono da tutte le parti. (...) La dichiarazione di indipendenza sancisce diritti che non riguardano solo i cittadini di pelle bianca. Che le persone vengano discriminate per il colore della loro pelle non solo è incostituzionale e indecente, ma è anche una minaccia per l’intera umanità.”

Tra il 1955 e il 1968 molte sono le proteste, le marce pacifiche, gli atti di disobbedienza civile, i sit-in e nel 1964 il Civil Rights Act dichiara illegali le disparità di registrazione nelle elezioni, la segregazione razziale nelle scuole, sul posto di lavoro e nelle strutture pubbliche in generale ("public accommodations”).

Oggi
2017, Livorno: un giovane calciatore di diciotto anni, originario del Gambia, finisce all’ospedale al termine della partita di calcio tra la squadra juniores dell’Ardenza e quella del Castiglioncello. Il ragazzo si trova in Italia da un anno e mezzo. Non ha genitori, è partito da solo. La sua è una storia come tante, quella di chi è arrivato nel nostro paese a bordo dei barconi in cerca di un futuro. Per pagarsi il viaggio ha lavorato nelle miniere, poi ha iniziato un cammino durato settimane, ha attraversato il deserto, il mare ed è arrivato qui, sperando di essere accolto. Vive in un centro, va a scuola, prova ad integrarsi. E gioca a calcio. E’ la sua passione ed è bravo. Per questo viene ammesso in squadra. Appena entrato in campo, iniziano gli insulti: negro di merda, torna al tuo paese. Poi gli sputi, ripetuti, continui. Infine una testata al volto. Quella per cui verrà accompagnato in ospedale.
G.B. ha diciotto anni e una vita davanti e come gli studenti di Little Rock andrà avanti, con tenacia, nella ricerca della libertà.

Venerdì 3 febbraio 2017, Malta: summit Ue. Il vertice dei capi di Stato e di governo sarà dedicato ai flussi migratori nella rotta centro-mediterranea, con un focus sulla Libia. Questi i punti che con ogni probabilità verranno stabiliti. L’Ue continuerà ad affidare il pattugliamento delle acque libiche alla Guardia Costiera di Tripoli, che intensificherà la sua attività in cambio di addestramento, forniture e interventi economici per favorire lo “sviluppo socio-economico delle comunità locali”. I libici avranno il compito di intercettare tutte le navi e riportare a terra i migranti. Ma dove andranno a finire queste persone? Nei centri in Libia? Per la Commissione le condizioni in quei centri sono “inaccettabili e lontane dagli standard di rispetto dei diritti umani”. Un documento riservato dell’ambasciata tedesca in Niger parla addirittura di “condizioni peggiori di quelle dei campi di concentramento”, con “esecuzioni, torture e stupri”.
La frontiera meridionale della Libia, quella con il Niger da cui passano la maggior parte dei migranti diretti in Europa, verrà inoltre chiusa e verranno rafforzati i programmi di rimpatrio volontario già operativi in Europa.

27 gennaio 2017, USA: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, da pochi giorni arrivato alla Casa Bianca, firma un ordine esecutivo (Muslim Ban) con cui sospende per tre mesi l’ingresso negli Stati Uniti di cittadini provenienti da sette paesi, anche se in possesso di permessi di soggiorno e di visti d’ingresso regolari e sospende per quattro mesi il programma di ricollocamento dei profughi.

Amleto - atto I scena V
“Rest, rest, perturbèd spirit!—So, gentlemen,
With all my love I do commend me to you,
And what so poor a man as Hamlet is
May do, to express his love and friending to you,
God willing, shall not lack. Let us go in together,
And still your fingers on your lips, I pray.
The time is out of joint. O cursèd spite,
That ever I was born to set it right!
Nay, come, let’s go together.”

“…riposa , riposa spirito affannato! Mi affido
a voi signori, con tutto il mio amore, e ciò che
un pover’uomo come Amleto può fare, con l’aiuto di Dio
non mancherà di essere fatto. Rientriamo insieme.
Le dita sulle labbra, mi raccomando.
I tempi sono fuori di sesto; brutta sorte
che io sia nato a mettere ordine.
Venite rientriamo insieme.”

Niente di nuovo sul fronte occidentale /2
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