Referendum Atac: Radicali presentano Linea R, bus “fuorilegge” per raccolta firme e trasporto cittadini

Nove fermate in corrispondenza di grandi capolinea e punti di snodo nei quattro quadranti della città: piazza San Giovanni di Dio, Cipro, piazza Mancini, Conca d'Oro, Porta Maggiore, piazza Malatesta, Colli Albani, San Paolo, stazione Trastevere. E' il percorso del bus della "Linea R", presentata oggi da Radicali Italiani e Radicali Roma, che da domani attraverserà la città per rafforzare la raccolta firme sul referendum Mobilitiamo Roma per la messa a gara del tpl della Capitale, e offrirà a romani un servizio di trasporto "collettivo" alternativo a quello autorizzato. 
 
"A ogni fermata del bus della 'linea referendaria' raccoglieremo le firme e ci renderemo disponibili a trasportare gratuitamente i cittadini lungo il percorso, come disobbedienza civile per porre con forza l'urgenza di superare il monopolio disastroso di Atac", annuncia il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, che oggi ha raggiunto la sede del comitato referendario proprio alla guida del bus della "Linea R" griffato "Se non firmi t'ATtACchi": slogan della campagna di comunicazione che impazza in rete e sui social network anche grazie alla serie di spot satirici. Al suo fianco Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma. 
 
"Il trasporto pubblico capitolino vive un'agonia, soltanto ieri 20 linee dell'Atac si sono fermate per mancanza di mezzi e con il caldo la situazione si aggrava di giorno in giorno", spiega Magi, "i cittadini sono esausti, ogni fermata della 'Linea R' sarà anche un'occasione per informarli sulla nostra iniziativa e sfatare i luoghi comuni, a partire dallo spauracchio della privatizzazione agitato da alcuni sindacati e forze politiche. Una privatizzazione surrettizia è quella che prepara chi, come la sindaca Raggi, vorrebbe continuare ad affidare il servizio in house ad Atac anche dopo il 2019, nell'attesa che qualche privato la compri, passando così da un monopolio a un altro. La nostra invece è un'iniziativa pienamente a favore del pubblico. Spezzare il rapporto perverso tra Comune e Atac nel quale controllore e controllato coincidono, affidare il tpl con una gara trasparente a chi - pubblico o privato che sia - sappia farlo funzionare meglio significa infatti restituire all'amministrazione comunale il ruolo di programmatore, regolatore e controllore del servizio e mettere al centro non più la sorte di un'azienda fallita, ma la qualità del servizio: unico "bene comune" che interessa ai cittadini. Come ha spiegato bene l'Antitrust, soprattutto in un settore così importante per la vita delle persone come quello dei trasporti, le gare sono lo strumento migliore per favorire servizi efficienti. Per questo il nostro referendum è l'unica proposta di riforma seria attualmente sul tappeto a Roma, in questo settore e non solo, e fa leva sulla democrazia diretta, tanto evocata dal M5S", afferma Magi.  
 
"Non è vero", continua Capriccioli, "che la gara mette a rischio i dipendenti Atac: gli autisti sarebbero assorbiti dal nuovo gestore e solo la contrattazione di secondo livello, quella legata alla produttività e all'organizzazione, potrebbe essere rivista. E non è vero poi, come sostengono alcuni esponenti politici, che la messa a gara nel 2019 sia prevista dalla legge: le norme non chiudono la strada all'affidamento in house e Raggi ha già fatto capire che l'intenzione è proseguire su questa strada disastrosa. Ecco perché la riuscita del nostro referendum 'Mobilitiamo Roma' è ancora più urgente. La campagna è giunta a un momento cruciale, grazie al sostegno di personalità della politica come Walter Tocci e Marco Causi, di Francesco Giavazzi e altri 70 economisti e accademici di tutte le università italiane. Siamo riusciti ad aprire un dibattito pubblico serio. Questo è il primo importante risultato. Ora è necessario raggiungere il traguardo delle 29 mila firme entro metà agosto. Al momento siamo intorno alle 10 mila, grazie alle decine di militanti radicali e ai volontari che si sono uniti alla campagna strada facendo, ma il trend è incoraggiante soprattutto nelle zone più periferiche e la "Linea R" darà un'ulteriore spinta al referendum per una riforma che potrebbe cambiare il volto della Capitale e la qualità della vita dei cittadini", conclude Capriccioli. 
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