RIFIUTI

La crisi (ciclica) dei rifiuti a Roma, spiegata a tutti.

C’è molta confusione sotto al cielo, e chi parla di rifiuti a Roma, a volte, neanche conosce i punti deboli di un sistema rigido, quindi bisogna fare un po’ di chiarezza. Il problema più grosso riguarda la gestione dell’indifferenziato e dei prodotti di trattamento.

Perché ciclicamente Roma va in crisi?

Per problemi riguardanti sia l’entrata che l’uscita dei 4 TMB (trattamento meccanico-biologico, una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati).

Entrata ai TMB:  

  • A Roma vengono raccolte circa 5.000 tonnellate di rifiuti al giorno [in aumento], di cui circa 2.000 in modo differenziato e circa 3.000 in modo indifferenziato. Ora, al netto di piccole quantità indifferenziate che vanno all’estero, in altre province del Lazio e in Abruzzo, i quattro impianti di trattamento della Capitale (Malagrotta 1 e Malagrotta 2, via Salaria e Rocca Cencia) hanno una capacità totale proprio di 3.000 tonnellate di indifferenziato. Quindi siamo sul filo, cioè se uno o più dei quattro impianti si rompe, va in manutenzione o diventa inutilizzabili, allora la monnezza rimane per strada. Questo problema si affronta diminuendo la produzione dei rifiuti e/o aumentando sensibilmente la raccolta differenziata [e quindi diminuendo l’indifferenziata].

Uscita dai TMB

  • Un altro problema riguarda sempre l’indifferenziato, ma questa volta attiene a quello che esce dai 4 TMB, ossia i rifiuti speciali (scarti, frazione organica stabilizzata e combustibile da rifiuti). Questo materiale viene ogni giorno allontanato dalla città di Roma attraverso circa 163 TIR con destinazione 8 regioni e 55 siti differenti. Perché? La Capitale non ha una discarica di servizio e non possiede un inceneritore attivo. Quindi smaltisce o incenerisce altrove. Le capitali europee garantiscono, mediamente, nel perimetro della città metropolitana, tutto il ciclo integrato dei rifiuti, ovvero accoglimento, trattamento e smaltimento, al 98%. La città di Roma, invece, è soltanto al 36%. Quindi quando uno di questi impianti ovvero siti, non è disponibile per i più diversi motivi (manutenzione, rotture, blocco strade, incendi ecc ecc) i rifiuti speciali restano nei capannoni dei 4 TMB, e non avendo Roma una soluzione alternativa, la monnezza resta per strada. Quali soluzioni? 1) individuare una discarica di servizio residuale per solo materiale trattato ed aumentare la capacità di incenerimento; 2) oppure individuare una discarica di servizio residuale per solo materiale trattato e convertire gli impianti TMB affinché la parte secca venga più possibile avviata a recupero di materia quindi senza produrre CDR, questo diventa fattibile solo se la Capitale realizza un’ottima e capillare raccolta differenziata dell’umido.

Per un ulteriore approfondimento, leggi la presentazione sul ciclo dei rifiuti di Roma a cura di Massimiliano Iervolino, già consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

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