Rom e rifugiati: Inviata richiesta al Prefetto per imporre calendarizzazione “Accogliamoci”

Dichiarazione di Riccardo Magi, Segretario di Radicali Italiani, di Alessandro Capriccioli, Segretario di Radicali Roma e di Veronica Alfonsi, Presidente di Radicali Roma:
 
Questa mattina abbiamo inviato al Prefetto, nella sua funzione di ultimo garante della legalità degli enti locali, la formale richiesta di intervento sostitutivo per imporre la calendarizzazione delle delibere di iniziativa popolare "Accogliamoci", sulla riforma del sistema di accoglienza a Roma e sul superamento dei campi rom attraverso i percorsi di inclusione, che giacciono nei cassetti del Campidoglio ormai da settembre del 2015.
Il termine per discutere e votare le delibere di iniziativa popolare, lo ricordiamo, è di sei mesi dal deposito: e anche considerando il periodo di "interruzione" rappresentato dal commissariamento della capitale, dall'insediamento della sindaca Raggi sono trascorsi ormai sette mesi, senza che si abbia alcuna notizia sulla calendarizzazione in aula di quanto richiesto da più di seimila romani.
Spiace rilevare che proprio il Movimento 5 Stelle, attualmente alla guida della città e paladino (almeno a parole) della partecipazione dei cittadini, non solo non abbia posto le delibere di iniziativa popolare al centro della propria attività fin dai primi giorni del suo governo (cosa che sarebbe stato lecito aspettarsi, visti i proclami elettorali), ma ci abbia addirittura costretto a ricorrere al Prefetto per ottenere il rispetto dello Statuto, dopo settimane di promesse e rassicurazioni che tuttavia non hanno avuto alcun seguito concreto.
Al Presidente De Vito, che nei giorni scorsi ha eccepito che "evidentemente non ci si rende conto dei tempi di calendarizzazione dell'Aula", rispondiamo che ne abbiamo invece piena conoscenza, avendola frequentata in tempi molto recenti: dipende semplicemente dalle priorità che ciascuna amministrazione sceglie di darsi, delle quali è giusto che essa sia chiamata a rispondere pubblicamente. Non per rispetto a noi, si badi, ma a tutti i cittadini che con la loro firma hanno chiesto di discutere queste due cruciali questioni.
Ci auguriamo che grazie all'intervento del Prefetto i diritti dei cittadini vengano finalmente fatti rispettare: e al contempo ci rattristiamo, pensando alla scarsa considerazione di cui la partecipazione gode anche da parte di questa amministrazione, per essere stati costretti a ricorrervi.
 
Ecco il testo della lettera inviata al Prefetto:

Gentile Signora Prefetto,
ci rivolgiamo a Lei nella Sua funzione di ultimo garante della legalità degli enti locali, affinché eserciti il potere sostitutivo nei termini prescritti dalla legge in luogo degli Organi di Roma Capitale, resisi gravemente inadempienti ai doveri loro spettanti in via ordinaria.
Roma Capitale, in violazione dell’art. 8 del Suo Statuto, illegittimamente omette di determinarsi su due delibere di iniziativa popolare, mancando di convocare l’assemblea per la presentazione e per la discussione delle richieste deliberazioni.
Le due proposte di delibera di iniziativa popolare riguardano temi cruciali per il governo della città, quali l'accoglienza ai rifugiati e il superamento dei campi rom. Per la loro trattazione in Assemblea capitolina i Radicali hanno raccolto circa dodicimila firme di cittadini romani, provvedendo a depositarle agli uffici competenti nel mese di settembre del 2015. Nonostante lo Statuto preveda che siano obbligatoriamente discussi e votati entro sei mesi dal deposito, i due progetti di delibera giacciono nei cassetti del Campidoglio.
Il termine per la trattazione in Assemblea risulta scaduto anche volendo tener conto della "interruzione" rappresentata dal commissariamento della capitale, intervenuto a novembre del 2015, poiché dall'insediamento della Sindaca Raggi sono ormai trascorsi sette mesi, nel corso dei quali la discussione delle delibere non è stata neppure calendarizzata.
Nel sottolineare che le delibere di iniziativa popolare “sopravvivono” al succedersi delle giunte che governano la città, ci affidiamo a Lei affinché provveda, a norma dell’art. 39, comma 5 del TUEL, a diffidare gli Organi comunali inadempienti a convocare l’Assemblea capitolina e, se del caso, a sostituirsi agli stessi convocando direttamente l’adunanza.
Le chiediamo altresì di adottare ogni altra iniziativa in Suo potere utile a far cessare la persistente violazione dello Statuto comunale in spregio ai diritti civili e politici dei cittadini.
Certi di un Suo cortese riscontro, Le porgiamo i nostri migliori saluti.

Riccardo Magi
(Segretario Radicali Italiani)
Alessandro Capriccioli
(Segretario Radicali Roma)
Veronica Alfonsi
(Presidente Radicali Roma)

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