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Dalle periferie parte la sfida della bio-architettura

C’è qualcosa di nuovo sotto il sole. E arriva dall’Ater, l’ente comunale responsabile dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp). Si punta sul fotovoltaico per Tor Sapienza, Casale Caletto e Decima. Un investimento da 160milioni, con il meccanismo del project financing, dedicato a tre progetti di riqualificazione abitativa che hanno come obiettivo l’eco-sostenibilità, il risparmio e l’autosufficienza energetica.

La linfa, totalmente pulita, arriva dalla nostra stella ed è uguale per tutti, senza differenze tra ricchi e poveri. Ecco perché “stavolta non partiamo dal centro o dai Parioli, ma dalla periferia estrema: crediamo che anche le case popolari possano essere case di qualità”, annuncia l’assessore regionale alle Politiche abitative Bruno Astorre in sede di presentazione del progetto. Degli oltre mille alloggi che saranno recuperati, più di 900 sono a costo zero per l’Ater grazie agli investimenti che si attendono dai privati. Solo per i 72 appartamenti di via Gustavo Fara, a Decima, ci sarà “una nostra spesa sulla parte strutturale e 300mila euro messi dalla Regione per gli impianti fotovoltaici”, spiega Luca Petrucci, presidente Ater.

A due anni dall’introduzione del protocollo di Kyoto, il piano appare decisamente ambizioso e innovativo. Soprattutto se si considera che parte da un ente pubblico. L’Ater lavora per risanare il proprio patrimonio immobiliare e raccoglie la sfida del cosiddetto “Conto Energia”, cioè la possibilità di produrre elettricità “in proprio” con il fotovoltaico e di rivendere al gestore il surplus reimmesso nella rete. Un business che promette grossi profitti.

Il project financing vale per le case di Viale Morandi (Tor Sapienza), Via Del Duca, Via Civitali e Via del Casale Caletto (Casale Caletto). Si seguirà il meccanismo della gara pubblica e gli aggiudicatari cureranno la realizzazione degli adeguamenti strutturali (serre solari, pareti ventilate, coperture e muri vegetali), l’abbattimento delle barriere architettoniche e la sistemazione del verde esterno. In più gestiranno per un ventennio gli impianti di produzione energetica (pannelli solari, sistemi olografici fotovoltaici e miniwind): un investimento che si ammortizzerà entri i primi dieci anni e produrrà guadagni nel successivo periodo. Al termine dei 20 anni di convenzione, l’Ater diverrà proprietaria degli impianti.

“La delibera è stata approvata l’8 febbraio – spiega Petrucci – Adesso stiamo tastando il polso al mercato imprenditoriale: vedremo chi è interessato. Per Tor Sapienza e Casale Caletto si spera di avviare i cantieri entro il 2007, mentre su Decima faremo la gara già nelle prossime settimane, non appena i nostri fondi saranno stanziabili”. Astorre auspica invece che “l’edilizia popolare rientri nell’agenda delle priorità nazionali. Il Lazio ha 100mln di euro, ma ci vorrebbe un miliardo per tutta Italia. Il nostro obiettivo è evitare che la casa diventi una seconda sanità per la nostra regione. Però – rincara l’assessore regionale – bisogna dire stop al patto scellerato per cui gli inquilini Erp non pagavano l’affitto e in cambio non si faceva manutenzione. Serve più responsabilità da parte di tutti”. Petrucci si allinea subito: “Non bisogna più costruire al massimo ribasso, è necessario puntare alla qualità. L’Ater era come un transatlantico che viaggiava dritto verso gli scogli. Siamo riusciti a girare la prua verso il mare – chiude – Adesso tocca accendere i motori”. E la bio-architettura può essere un’ottima scintilla.

Dalle periferie parte la sfida della bio-architettura
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