RADICALI ROMA

A Roma ritardi inaccettabili sulla sanatoria per i migranti

“Il quadro diffuso oggi dalla campagna Ero straniero sull’andamento della sanatoria 2020 è preoccupante a livello nazionale e ancor di più se guardiamo la situazione a Roma” dichiarano Alessandro Capriccioli, consigliere regionale di Più Europa Radicali e Leone Barilli, segretario di Radicali Roma. 

“A quasi due anni dal varo della regolarizzazione straordinaria, delle oltre 200.000 domande presentate dai datori di lavoro per mettere in regola lavoratori e lavoratrici nel settore domestico e in quello agricolo, alla fine di marzo 2022 i permessi di soggiorno in via di rilascio da parte delle prefetture sono 104.000, pari al 50% circa del totale delle domande. A Roma, il bilancio delle pratiche lavorate dalla prefettura è disarmante: su 17.371 domande, 3.202 sono le pratiche concluse positivamente (il 18% del totale) e oltre 1.400 i rigetti. E questo, nonostante il contributo indispensabile di lavoratori e lavoratrici interinali che, negli ultimi mesi, ha consentito di intensificare le istruttorie. Del resto, i tempi sono lunghissimi anche per le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno e persino per poter fare domanda d’asilo: parliamo di mesi di attesa per poter avere un appuntamento in questura. Il punto è che non si tratta di semplici pratiche, ma della vita di decine di migliaia di persone straniere a cui la pubblica amministrazione e le istituzioni riservano un trattamento inaccettabile, che comporta attesa e precarietà e rallenta il processo di inclusione e stabilizzazione. Chiediamo al Prefetto di Roma di adoperarsi affinché questi ritardi gravissimi vengano colmati e sia garantita una risposta alle decine di migliaia di persone in attesa di vivere nella legalità, oltre a ribadire la necessità di superare il sistema delle sanatorie e cambiare la normativa sull’immigrazione approvando la proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero, promossa da Radicali Italiani insieme ad altre organizzazioni laiche e religiose, il cui esame è fermo in Parlamento” concludono.