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Fotovoltaico al Vaticano, dimenticando le antenne

Si annuncia una novità ecologica per l’architettura del Vaticano. E’ infatti allo studio un progetto di ristrutturazione della copertura dell’Aula Paolo VI, nota come Aula Nervi, dal nome dell’architetto Pierluigi Nervi che ha costruito tra il 1966 e il 1971 la grande sala che ospita le udienze papali, una delle più moderne architerrure della Santa Sede.

In seguito al deterioramento di pannelli in calcestruzzo del tetto della struttura, la sala sarà dotata, a partire dal 2008, di un ampio impianto fotovoltaico, in grado di coprire con i pannelli solari il fabbisogno di energia per il riscaldamento, l’aerazione e l’illuminazione dell’aula, senza più attingere all’elettricità della città di Roma. Verranno ricoperti con pannelli 5mila metri quadri di superficie, capaci di generare una riserva elettrica annua pari a 360mila chilowattora. Nessuna modifica verrà apportata al disegno architettonico, caratterizzato da una copertura ondulata.

E’ il segnale di una nuova politica papale rispettosa dell’ambiente, tema verso il quale Ratzinger si mostra sensibile? L’uso di fonti energetiche alternative sarà esteso anche ad altri edifici della Città del Vaticano? C’è da auspicarlo, a partire dai problemi di elettrosmog causati dalle emissioni delle antenne di Radio Vaticana. Risalgono a sette anni fa le prime denunce a Cesano in merito all’inquinamento elettromagnetico, seguite da casi di malattia. Dopo la condanna in primo grado nel 2005 il 5 giugno 2007 la corte d’appello ha assolto gli imputati

Fotovoltaico al Vaticano, dimenticando le antenne
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