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Hooligans: le devastazioni di ieri dimostrano che le ordinanze proibizioniste sono misure inutili e scellerate, che penalizzano i cittadini e non risolvono i problemi

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma.

Qualche anno fa, nei pressi di Santa Maria Maggiore, non mi fu consentito di comprare una bottiglia di vino da portare a una cena perché allo stadio Olimpico, distante dieci chilometri, si stava per svolgere una partita di calcio. Ebbene, le devastazioni di ieri a Roma ad opera dei tifosi olandesi, avvenute mentre era in vigore la consueta ordinanza anti-alcool, oltre ad avermi riportato alla mente quel surreale episodio riaprono un tema che tornerà di stretta attualità con l’arrivo della primavera. Come ogni anno le ordinanze anti-alcool fioccheranno in tutte le città, a cominciare da Roma, e come ogni anno ciò produrrà l’unica conseguenza di penalizzare i cittadini che vogliono bersi una birra al fresco, mentre i teppisti continueranno indisturbati nelle loro imprese: cosa che i tristi avvenimenti di ieri confermano al di là di ogni ragionevole dubbio. Anzi, l’ulteriore conseguenza sarà lo spopolamento dei luoghi di ritrovo da parte delle (tante) persone rispettose della legge, che semplicemente con la loro presenza assicurerebbero una quota di “controllo sociale” che si potrebbe definire “partecipato”, e consegnerà del tutto le strade a chi non si ferma certo davanti a un’ordinanza. Si tratta di una politica concettualmente scellerata, come del resto gran parte delle politiche proibizioniste, che si nasconde dietro l’alibi di un divieto inutile per non affrontare concretamente i problemi: una politica alla quale sin d’ora, in previsione dei primi caldi, annunciamo di volerci opporre con iniziative, incontri e dibattiti nei prossimi mesi estivi, anche per elaborare e proporre soluzioni diverse da quelle proibizioniste, che più passano gli anni più si dimostrano inutili.

Hooligans: le devastazioni di ieri dimostrano che le ordinanze proibizioniste sono misure inutili e scellerate, che penalizzano i cittadini e non risolvono i problemi
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