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I luterani norvegesi: sì ai pastori omosessuali

La Chiesa luterana di Norvegia ha deciso ieri a maggioranza di autorizzare l’ordinazione di omosessuali, uomini e donne, anche «attivi», a membri «minori» del suo clero. Con cinquanta voti a favore su ottantaquattro membri del Sinodo generale, la più alta istanza della Chiesa nazionale protestante norvegese ha approvato una risoluzione che annulla l’attuale divieto a ordinare omosessuali attivi nel clero luterano, una votazione la cui prospettiva aveva suscitato le critiche dei settori più conservatori della Chiesa a Oslo. La votazione di fatto ha però sancito una divisione nel Sinodo, demandando la questione ai vescovi ai quali resterà l’ultima parola. E’ probabile che questa sarà favorevole alla direttiva indicata ieri dal Sinodo. La maggioranza degli undici vescovi norvegesi infatti è di vedute liberali sui temi che riguardano la sfera sessuale del clero. Spetterà a ciascun vescovo decidere se affidare a fedeli omosessuali gli incarichi di pastore, diacono o vicario. Ispirato all’insegnamento di Martin Lutero nel ‘500, il luteranesimo si diffuse in quasi tutti gli Stati germanici, in Danimarca (1536), in Svezia (1527-1540) e in Norvegia (1547).In Scandinavia ebbe un carattere più tradizionalista, favorito dalle monarchie, mantenendo molte delle strutture ecclesiastiche cattoliche, in particolare l’episcopato. Oggi il luteranesimo conta circa 70 milioni di fedeli, in massima parte nel Nord Europa.

I luterani norvegesi: sì ai pastori omosessuali
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