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Il Manifesto – Renzi: Schifo. Berlusconi: Votiamo

Silvio Berlusconi vuole andare a votare, il Nuovo centrodestra vuole andare a votare, anche il partito di Gianni Alemanno, Fratelli d’Italia, vuole andare a votare. Matteo Renzi no, a questo punto il Pd ha riscoperto il sindaco Ignazio Marino e le accuse del segretario e presidente del Consiglio volano alte e vaghe: «È uno schifo, un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo: si faccia presto a fare i processi, vogliamo sapere chi ha rubato». Il Movimento 5 Stelle non ha chiarissimo cosa vuole. Convoca una marcia sul Campidoglio che raccoglie però un centinaio non di più di attivisti, chiede che Marino si dimetta e il Consiglio comunale venga sciolto, epperò chiede anche la presidenza di quel Consiglio. Spiegazione: «Solo pro tempore, il nostro obiettivo finale resta lo scioglimento».

Ma la presidenza del consiglio va a Valeria Baglio del Pd. Vicepresidenti Gemma Atzuni di Sel e Franco Marino della lista civica. Segretari d’aula Riccardo Magi, presidente dei radicali italiani, e Ilaria Piccolo del Pd. Le votazioni avvengono nel caos, con la contestazione del movimento 5 Stelle. Qualcuno tira monetine in direzione di Marino, lui risponde facendo il segno di vittoria. Ma quando in aula Giulio Cesare davanti ai consiglieri scoppia la rissa, sono i simpatizzanti della Lega e quelli del centrodestra a darsele. Calci, schiaffi, pugni e vigili urbani, costretti a separare i facinorosi.
Sul blog di Grillo si legge che «a Roma dopo le elezioni si è badato accuratamente a tener fuori da ogni ruolo importante l’unica forza politica onesta: il Movimento 5 Stelle, attorno al quale il sistema della spartizione criminale dei partiti ha creato una rete di sicurezza affinché non avesse l’opportunità di incidere. Il risultato di tale spartizione è un’assemblea capitolina con presidente e vicepresidente che oggi devono andarsene. Il primo, Mirko Coratti – attaccano ancora i 5 Stelle – sarebbe ufficialmente del Pd, ma ha saltabeccato negli anni dalla Democrazia Cristiana a Forza Italia all’Udeur di mastelliana memoria; il secondo, Giordano Tredicine del Pdl appartiene alla nota famiglia di caldarrostai che ha in pugno il commercio ambulante a Roma. Al punto che la licenza per tale commercio è definita da sempre “tredicina” anche negli uffici comunali preposti. Una roba medioevale». «Forza Italia ritiene questa consiliatura conclusa, il sottoscritto e il partito ritengono totalmente inutile ed insensato ambire ad incarichi istituzionali in una consiliatura morente», dichiara il vice coordinatore di Forza Italia nel Lazio, Giordano Tredicine.
«A livello locale ritengo necessario che tutti i partiti seguano con attenzione gli sviluppi delle indagini e agiscano rapidamente per ripulire i loro quadri dirigenti ed i loro collaboratori, come già alcuni hanno iniziato a fare. Nessuno deve fare sconti a nessuno», dice il presidente del senato Pietro Grasso.
Intanto un misterioso furto è stato messo a segno proprio in uno degli uffici finito al centro dell’attenzione per l’inchiesta sulla mafia capitale. Nella notte negli uffici del dipartimento tutela ambientale e protezione civile di Roma, dove ha sede anche il servizio giardini, in piazzale Metronio, due ladri si sono introdotti nell’edificio rompendo una finestra e hanno messo a soqquadro tutti i locali. Scoperti da alcuni dipendenti in servizio per il turno di notte sono fuggiti via portando con loro un computer della protezione civile. Non si può escludere che il furto sia legato all’inchiesta sulla mafia capitale.
Il Manifesto – Renzi: Schifo. Berlusconi: Votiamo
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