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Il Messaggero – Città metropolitana al voto pienone in tutti i seggi: affluenza all'89 per cento

di Mauro Evangelisti

ELEZIONI  L’affluenza al voto per scegliere i primi 24 consiglieri della storia della Città metropolitana – l’ente che prende il posto della Provincia – è stata altissima, pari all’88,77 per cento. Al seggio, allestito a Palazzo Valentini, sono stati chiamati 1.685 tra sindaci e consiglieri dei 121 comuni di Roma e provincia. Ma visto che il peso di ogni scheda è proporzionale al numero di abitanti rappresentati, in realtà siamo vicini al 95 per cento. di affluenza effettiva. Da sapere: i 121 Comuni sono stati divisi in sei livelli, in base alla popolazione, contraddistinti da una scheda di colore diverso.

SINDACO  Il primo a votare – il più mattiniero -, è stato Ignazio Marino, che automaticamente è anche sindaco della Città metropolitana. Ha ironizzato: «A Roma si svegliano tardi…». Ma poi ha analizzato l`impegno che lo aspetta, visto che ora le sue com- petenze vanno oltre i confini comunali: «Questo voto ha un`importanza storica. C’è la necessità di concentrarsi molto sul lavoro nelle prossime settimane perché avere la responsabilità di primo cittadino di 121 comuni che diventano la grande città metropolitana significa assumersi la responsabilità della scuola media superiore di Ardea, dei trasporti pubblici delle nostre città degli spostamenti dei turisti da Civítavecchia a Roma, del completamento dei ciclo dei rifiuti in una società che deve essere sempre più attenta alla reimmissione del ciclo industriale di plastica, vetro, carta, cartone». Lo spoglio delle schede dal quale si determinerà chi saranno i 24 componenti del Consiglio della città metropolitana avverrà questa mattina, ma già ieri sono state messe in fila alcuni elementi di tensione. Il primo: un consigliere della maggioranza di Marino, il radicale Riccardo Magi, ha votato per una forza di opposizione, M5S (in particolare per il capogruppo De Vito). Ha spiegato:  «M5S ha aderito in modo forte e convinto alle mie osservazioni sulla Città metropolitana. E voglio capire se io sono un problema per questa maggioranza». Per í grillini, grazie a Magi, potrebbe scattare il terzo posto nel consiglio. Seconda grana: a chi andrà il posto chiave di vice sindaco? A decidere dovrà essere Marino entro la fine dell`anno, dal suo consiglio comunale ci sono pressioni perché scelga un romano (Coratti o Paris), ma dal Pd del resto della provincia insistono perché vi sia un contrappeso. Ad esempio Leodori, presidente del consiglio regionale, ha detto: «Io credo che al di là dei posizionamenti politici, territorialmente il vicesindaco debba essere espressione della provincia». Ultimo tassello: il vento secessionista, già cinque comuni potrebbero lasciare la Città metropolitana di Roma per confluire nella Provincia di Viterbo. E ieri il sindaco di Civitavecchia Cozzolino (M5S) ha confermato: «Faremo una consultazione popolare».

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