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Il Messaggero – È alta tensione Pd-Marino: il mini-rimpasto non basta

di Fabio Rossi

Guerini, braccio destro di Renzi, chiamerà oggi Marino per fissare un incontro che servirà a fare chiarezza sulle nubi che si sono addensate in queste ultime settimane su Palazzo Senatorio. Il Pd vuole un deciso cambio di passo, condito da diverse facce nuove  in giunta (almeno cinque) e ai vertici della macchina amministrativa. E per la poltrona di vice sindaco si fa il nome di Walter Tocci, che già ha ricoperto questo ruolo con Francesco Rutelli sul colle capitolino. Marino, invece, vuole limitarsi a «valorizza- re i talenti già presenti in squadra», leggasi giro di deleghe tra gli attuali assessori, escludendo peraltro qualsiasi ipotesi di dimissioni o di ritorno alle urne. L`unica che potrebbe saltare è Rita Cutini (politiche sociali). Rossi all`interno  Marino: mini-rimpasto. Il Pd: non basta  ?La maggioranza chiede l`innesto di 5 facce nuove in giunta ?In giornata Guerini convocherà il chirurgo dem al Nazareno linea più soft del sindaco: solo cambi di deleghe e via Cutini dopo l`ultimatum della direzione del partito: «Cambi passo»  IL CAMPIDOGLIO  La tanto attesa telefonata dal Nazareno al Campidoglio arriverà questa mattina, prima della trasferta di Lorenzo Guerini ín Umbria, per l`assemblea regionale del partito. Il braccio destro di Matteo Renzi chiamerà Ignazio Marino per fissare un incontro che servirà a fare chiarezza sulle nubi che si sono addensate in queste ultime settimane su Palazzo Senatorio dalle violenze di Tor Sapienza al caso multe – sulle quali il Pd nazionale vuole confrontarsi con il sindaco della Capitale, viste anche le nette prese di posizione arrivate dalle principali anime del partito nella Città eterna. I punti di partenza della discussione sono noti: i democrat, maggiori azionisti della coalizione che sostiene l`inquilino del Campidoglio, vogliono un deciso cambio di passo, condito da diverse facce nuove in giunta e ai vertici della macchina amministrativa; Marino, invece, vuole limitarsi a «valorizzare i talenti già presenti in squadra», leggasi giro di deleghe tra gli attuali assessori, escludendo peraltro qualsiasi ipotesi di dimissioni o di ritorno alle urne.  L`ESECUTIVO I desideri del Pd sono ancora  più chiari se si focalizza l`attenzione sul partito romano. Tanto che gira già una lista ufficiosa di richieste da presentare, più o meno formalmente, al sindaco. La wish list della maggioranza prevedrebbe cinque avvicendamenti nella sala delle Bandiere: via il vice sindaco Luigi Nieri e gli assessori Rita Cutíní (politiche sociali), Alessandra Cattoi (scuola), Luca Pancalli (sport) e Daniele Ozzimo (casa), con Paolo Masini (lavori pubblici) destinato a cambiare deleghe. Al loro posto i vertici democrat vorrebbero «innesti all`altezza». E per la poltrona di vice sindaco si fa il nome di Walter Tocci, profondo conoscitore dell`amministrazione comunale, che già ha ricoperto questo ruolo con Francesco Rutelli sul colle capitolino. A questi cambiamenti in giunta, secondo i desiderata del Pd, se ne dovrebbero aggiungere altri nelle stanze di comando di Palazzo Senatorio, a partire dal capo di Gabinetto Luigi Fucito.  LA SFIDA  Tutte queste richieste, beninteso, trovano ben poco terreno fertile nell`unica stanza che potrebbe accoglierle: lo studio con vista si Fori al primo piano di Palazzo Senatorio. Sindaco e stretti collaboratori bollano come «fantasie» le ipotesi di larghi rimpasti nell`esecutivo. Ma- rino le declassa a «mero chiacchiericcio politico» e, nell`intervista televisiva a Lucia Annunciata, sfida apertamente il Pd: «Nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta e non credo che me lo chiederanno». Il chirurgo dem sembra intenzionato a portare a termine una semplice redistribuzione delle deleghe tra gli attuali assessori. L`unica che potrebbe saltare è Cutini, la cui posizione si è ulteriormente indebolita con l`esplosione delle tensioni nelle periferie.  IL NAZARENO  Tutto ciò a meno che non sia il Pd nazionale a far cambiare idea a Marino: «Così non si può andare avanti, urge un cambio di passo» è il leitmotiv del Nazareno. Ma non sarà facile piegare la caparbietà del primo cittadino. Anche perché non tutto il centrosinistra dell`aula Giulio Cesare è compatto nel chiedere una rivoluzione copernicana: «Il Pd romano attacca Marino, ma che ha fatto per Roma negli ultimi 18 mesi?», affonda il colpo Riccardo Magi, radicale eletto nella lista civica. E andare alle urne nella Capitale adesso, ragionano in molti, sarebbe troppo rischioso e potrebbe significare una sconfitta che farebbe male al partito nazionale. Anche per questo c`è chi giura che lo stesso premier sarebbe pronto a fare un tentativo per stabilizzare l`assetto politi- co del Campidoglio. Ma se la corda si dovesse spezzare, gli esiti sarebbero imprevedibili.

Il Messaggero – È alta tensione Pd-Marino: il mini-rimpasto non basta
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