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Inquinamento, a Roma i bus diventano "eco"

Anche a Roma il trasporto pubblico viaggerà su autobus alimentati a biodiesel. Il progetto, che diventerà operativo fra due anni, è stato promosso dalla collaborazione fra il Comune di roma e la regione Lazio insieme con il mondo della produzione agricola (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confcooperative e Lega Coop), Ama ed Enel per la parte relativa alla trasformazione, Trambus e Atac per l’ utilizzo del prodotto. Questi soggetti hanno firmato oggi, il protomoteca, un accordo di programma. Per il biodiesel si utilizzeranno li olii estratti da coltivazioni di oleaginose, sia gli olii esausti di uso domestico provenienti da raccolta differenziata.

‘Questa e’ un’ idea straordinaria – ha detto Veltroni – perche’ e’ una parte importante del nostro programma di favorire la mobilita’ sostenibile in citta’”. Saranno coltivate a Segni le prime piante dalle quali si potra’ ottenere cippado e bio-oil. La prossima settimana, alla presenza del ministro per l’Agricoltura, Paolo De Castro, l’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Valentini, inaugurera’ 60 ettari coltivati a girasole e 40 a pioppi nella ex Valle del Sacco, ora Valle dei Latini. Sara’ questo il primo distretto agroenergetico d’Italia che avra’ un riflesso sulla flotta dei mezzi di Trambus di via Tuscolana.

”Anche se l’ obiettivo della finanziaria – ha esordito l’assessore capitolino alla Mobilita’, Mauro Calamante, nel corso del convegno Roma biodiesel – e’ quello di arrivare, entro il 2008, a far si’ che il 2,75% della miscela provenga da bio-olii e nel 2010 al 5,25%, Atac sta facendo delle prove per partire direttamente col 10%, obiettivo il 20%. La normativa prevede, inoltre, un abbattimento delle accise e nella filiera produttiva sono compresi i passaggi tra produttore e consumatore”.

Quanto alla produzione di biodiesel si deve sapere che ad un ettaro di terreno coltivato corrisponde circa una tonnellata di biocarburante. Quindi, se nella fase di avvio si potranno coltivare tra i 400 e i 500 ettari nella Valle dei Latini – per ora saranno solo cento ma nel 2008 arriveranno a mille – si potra’ arrivare a diecimila ettari comprendendo anche l’ area meridionale laziale da cui ricavare diecimila tonnellate di biodiesel. L’ accordo di programma prevede inoltre la coltivazione di altri diecimila ettari nel nord della regione laziale.

La quantita’ di biodiesel derivata dalla raccolta differenziata sara’ invece pari a circa cinquemila tonnellate. Con la creazione della filiera agroenergetica gli agricoltori avranno il compito di coltivare colza, soia e girasole. Ama si occupera’ della raccolta differenziata degli olii e dei grassi vegetali e animali esausti e della trasformazione degli olii e grassi vegetali in combustibile naturale. Enel riutilizzera’ nel suoi impianti i sottoprodotti di lavorazione dei semioleosi, mentre Trambus e Atac lo utilizzeranno con piccole modifiche alle guarnizioni e ai filtri dei motori.

”Relativamente ai mezzi Trambus di proprieta’ Atac – ha concluso Calamante – la sperimentazione riguardera’ l’utilizzo all’inizio di circa 200 di essi che si estendera’ poi a tutta la flotta, che conta piu’ di 2.500 mezzi”.