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La Sapienza nemica della democrazia?

In un mare di commenti, il “pezzo” che più di ogni altro riassume la mossa politica papale di non andare alla Sapienza l’ho trovato sul Foglio. In una vignetta di Vincino si vede il Papa che al suo fedele assistente dice: «Mi si nota di più se non vado». E infatti, come avevo facilmente previsto ieri, lo scatenamento dei media è stato senza freni. Il direttore di Europa (Pd) rovesciando un vecchio slogan di Nenni titola: «Da oggi tutti meno liberi». Cazzo, sono arrivati i colonnelli! Giuliano Ferrara ci fa sapere che la veglia prevista per ieri sera si trasforma in una «protesta laica» e vi partecipano, come previsto, Livia Turco (in testa a tutti), Giulio Tremonti, Sandro Bondi, Daniela Santanchè, Gianni Alemanno, Ernesto Galli Della Loggia, Elisabetta Gardini, Barbara Palombelli e molti altri. Ora, siccome tutti i partiti, di sinistra, di destra, di centro (tranne i poveri socialisti), e tutti i giornali (con poche eccezioni) hanno usato parole di fuoco per condannare lo strangolamento della libertà, la protesta è solo contro il fortilizio della Sapienza? Anzi, per dirla con Europa, contro «qualche decina di impiegati della docenza» che fanno traballare la democrazia. È così?

La Sapienza nemica della democrazia?
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