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La Stampa – I Rom a Roma tra sprechi e degrado

di Flavia Amabile

Intorno ai rom girano fiumi di denaro pubblico, solo nel 2013 il comune di Roma ha speso 24 milioni di euro, denuncia l’Associazione 21 luglio. Come vengono usati questi soldi? Siamo entrati nel centro di via Salaria, un’ex-cartiera del ministero del Tesoro lasciata vuota nel 2006. Due anni dopo fu occupata dai senza casa. Nel 2009 Gianni Alemanno, all’epoca sindaco di Roma, decise lo sgombero della struttura per usarla come centro di raccolta per famiglie rom. Senza nessuna procedura pubblica l’assistenza viene affidata all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e poi, ancora senza alcuna procedura pubblica, denuncia l’associazione 21 luglio, perché è la stessa Arciconfraternita che scrive a Angelo Scozzafava direttore del Dipartimento dei Servizi Sociali del comune di Roma (e oggi indagato per Mafia Capitale) per proporre un nuovo ente, la Casa della Solidarietà, attuale titolare della gestione. Oggi il centro di via Salaria ospita circa 350 persone, tutti rom, la metà bambini e disabili. Per il suo funzionamento spende 2 milioni l’anno, 650 euro circa al mese a persona che non vanno alle famiglie rom ma all’associazione che gestisce la struttura. Gli ospiti vivono da anni in un capannone dove sono state ricavate decine e decine di cellette ponendo dei pannelli di separazione che non arrivano al soffitto e nemmeno al pavimento. Le condizioni igieniche sono ai limiti dell’infezione collettiva, i rom si lamentano della presenza di cimici, pulci, topi. Il riscaldamento è sempre acceso, notte e giorno, anche in questo periodo. Dentro la struttura fa un caldo infernale. L’associazione che cura l’assistenza fornisce la colazione (un litro di latte a lunga conservazione, una vaschettina di marmellata, una fetta di pane) e la cena (una porzione sigillata nella plastica di 4-5 patate ed una fetta di carne. Più o meno così ogni giorno. Carlo Stasolla, presidente dell’associazione 21 luglio: le persone sono disperate, vogliono integrarsi ma non sanno come fare mentre sulla loro pelle vengono tratti enormi profitti”. Francesco Palermo, senatore della commissione dei Diritti Umani: “Se non si comincia ad investire in modo diverso i soldi che vengono messi in centri come questo, la situazione dei rom può solo peggiorare. Riccardo Magi, radicale, consigliere comunale in Campidoglio: “E’ un centro che andrebbe chiuso e lo si può fare utilizzando i soldi che vengono spesi ogni anno prendendo esempio dai Paesi stranieri”.

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