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“Lastra” al Campidoglio.

Fare chiarezza sull’esercito di professionisti e consulenti che gravitano intorno al Comune di Roma. Con questo proposito Massimiliano Iervolino, Segretario dei Radicali della Capitale, e il consigliere comunale della Rosa nel Pugno Gianluca Quadrana, hanno rivolto un’interrogazione al Sindaco di Roma Walter Vetroni. L’iniziativa mira a rendere pubblico, attraverso la divulgazione sul sito ufficiale del Campidoglio, l’Albo di queste categorie di lavoratori, al fine di rendere trasparente la gestione di alcune risorse “secondarie” dell’amministrazione locale. Un proposito che si immette sulla scia di alcune iniziative analoghe, come il cosiddetto “codice delle assunzioni”, una banca dati pubblica e on-line nella quale i giovani in cerca di impiego potranno inserire i propri curriculum e grazie alla quale le aziende controllate al 100 per cento dal Campidoglio saranno vincolate a questa stessa banca dati per selezionare le nuove assunzioni. Tramite questo sistema, almeno nelle intenzioni, dovrebbero essere ridotti al minimo se non addirittura eliminati i rischi di assunzioni nepotistiche e pilotate nelle aziende comunali. Ma c’è bisogno di fare un passo in più per poter affermare di agire completamente alla luce del sole: un processo altrettanto limpido deve essere pianificato anche per le nomine dei Cda delle molte “società in house”, bisogna chiarire i criteri di assunzione e i relativi compensi di tutti i membri dei consigli di amministrazione e dei consulenti esterni delle molte società partecipate del Comune di Roma. Che, è bene ricordarlo, non sono poche. Fra le agenzie e le aziende partecipate o controllate interamente dall’amministrazione cittadina si annoverano: Acea, Assicurazioni di Roma, Ama, Atac-Sta, Bioparco, Centro Agroalimentare Roma, E.U.R., Farmacap, Fiera di Roma,. Istituto di Previdenza ed Assistenza per i dipendenti del Comune di Roma, Gemma, Gioventù digitale, Met.Ro, Multiservizi, RomaEnergia, Roma Entrate, Roma Metropolitane, Roma Natura, Trambus, Difensore civico.

 

Un numero imponente che gravitano intorno al centro di gestione e di potere che batte nel cuore dell’urbe, capace di garantire, distribuire e gestire lavoro e retribuzioni per migliaia di persone. E che proprio per questo merita di divenire pubblico. Se una parte di queste società si sono messe in regola grazie al “codice delle assunzioni” altrettante aspettano il via libera per farlo. Del resto l’Albo dei professionisti e consulenti esiste già. Il Dipartimento per le politiche delle risorse umane è tenuto a curarlo e ad indicare, per ciascuno di essi, incarichi ricevuti e compensi percepiti, (Delibera comunale 621 del 2002, articolo 21). Essendo specificato che tale albo è consultabile da tutti, non sarebbe uno scandalo, come hanno giustamente richiesto i radicali, rendere noti i contenuti su internet. Sarebbe una “lastra” all’attività di gestione dell’amministrazione cittadina che non potrebbe che giovare al suo buon nome, ed alla sua reputazione allontanando i “soliti sospetti” che gravitano intorno ai criteri di distribuzione del potere e della ricchezza.

“Lastra” al Campidoglio.
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