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"L'Ater romana svende gli alloggi"

 Ancora bufera sulle case popolari di Roma. Secondo il consigliere regionale socialista, Donato Robilotta, l’Ater capitolina avrebbe infatti “il record delle svendite del suo patrimonio” e avrebbe fatto “acquistare alloggi di pregio, nelle zone tra Prati, via del Corso e piazzale Flaminio, a un prezzo di 1.000-1.500 euro a metro quadro a fronte di un valore di mercato tra i 10mila-13mila euro a metro quadro”. Ma Robilotta, non contento, snocciola: nel 2006 “l’Ater in totale ha venduto a prezzi stracciati 896 alloggi” e dal 2000 al 2007 ”ha venduto 4.355 alloggi per un importo di 252 milioni 610.040 ad un valore medio di 58 mila euro ad alloggio”.

“SVENDOPOLI” – Cifre da paese dei balocchi. Robilotta mena fendenti e presenta una proposta di legge per ”impedire che la svendita prosegua”. Il consigliere racconta che la ”svendopoli” riguarda “case un tempo popolari ed oggi di grande valore, tanto che per essere vendute alcune hanno bisogno del nulla osta del ministero dei Beni culturali”. Inoltre, per Robilotta, “ben vengano le cartolarizzazioni purché servano per ridurre il peso dell’emergenza abitativa e non per fare quella cassa che in realta’ poi non viene neanche fatta perche’ i beni vengono svenduti”. Secondo quanto risulta dagli elenchi ”chiesti all’Ater di Roma e mai ottenuti a differenze di quelli delle cartolarizzazioni del comune di Roma ottenuti senza problemi – vuole sottolineare l’esponente socialista – per sanare il buco dell’Azienda (circa 800 milioni di euro), sarebbe stato sufficiente vendere a prezzo medio di mercato 600-700 alloggi di pregio”.

IL CATASTO – Nel corso di una conferenza stampa con Robilotta c’erano gli altri firmatari della pdl (Alfredo Pallone (Fi), Francesco Saponaro (Misto), Fabio Desideri (Dc) Raffaele D’Ambrosio (Mpa), Antonietta Brancati (della maggioranza). Un patrimonio immenso ”svenduto e non sempre a chi ne aveva i requisiti, almeno il 40%” secondo Robilotta, ”in un citta’ come Roma dove 10 mila cittadini sono in graduatoria per ottenere un alloggio popolare e 30mila persone sono in attesa di essere sfrattate”. Desideri rincara la dose: “Sarebbe stato sufficiente chiede al ministero delle Finanze l’aggiornamento catastale degli immobili messi in vendita. Cosi’ invece vale meno una casa nel quartiere Prati a Roma che non una nella piazza san Rocco di Olevano Romano”. Di qui il giudizio di ”inadempienza da parte dell’Ater di Roma che prima di mettere in vendita doveva verificare che le rendite catastali fossero aggiornate”.

LA SOSPENSIVA E IL DUBBIO – Per la Brancati, unica tra i consiglieri firmatari a far parte della maggioranza che governa la Regione ”e’ necessario avviare una battaglia di legalita’ e trasparenza sul patrimonio pubblico, dando regole certe senza toccare diritti dei cittadini”. Per questo ha deciso di sottoscrive la proposta di legge Robilotta ritenendola ”socialmente equa”. La proposta di legge presentata oggi prevede tra l’altro l’abrogazione di un comma della legge approvata a luglio che riguarda sia la sanatoria che il tetto di reddito degli aventi diritto all’acquisto. ”Mi sono reso conto – spiega Robilotta – che la legge va modificata, tra l’altro la giunta regionale, che ha sospeso la vendita del patrimonio dell’Ater di Roma per 60 giorni (che scadono nella prima decade di dicembre), ha anche annunciato una proposta di legge per modificare la precedente sanatoria che a tutt’oggi non e’ stata ancora presentata”. Robilotta, che avanza infine il dubbio che ”la vendita sia continuata nonostante la sospensiva disposta da Marrazzo”.

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