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Massini e Baldini: due Stefani in corsa contro la pena di morte nel totale silenzio dei media

Stefano Baldini, il nostro maratoneta olimpionico, ha corso, nel più assoluto silenzio dei media statunitensi, l’ultima maratona di New York insieme ad un migliaio di atleti con la pettorina di ‘Nessuno tocchi Caino’, quale supporter alla risoluzione presentata il 1^ novembre all’Onu per la moratoria delle esecuzioni capitali.
Non si è ancora spento l’eco del suo splendido quarto posto che in un’affollata conferenza stampa ADAI Teatro Italia ha annunciato, con lo stesso motivo, la riproposizione, dal 13 al 18 novembre, alla Sala Petrolini di Roma di ‘Io sono il mare. Cronaca di un omicidio giudiziario’.
Il testo è stato scritto nel 2002 in sostegno alle Campagne contro la Pena di Morte, dal trentenne Stefano Massini, di certo il nostro più importante autore contemporaneo di Teatro Civile, che vince nel 2005 il maggiore premio italiano per la scrittura teatrale, il Premio Pier Vittorio Tondelli.
Da allora è un diluvio di premi e riconoscimenti fino ad arrivare ad esser ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il Premio ‘Olimpici del Teatro’ ed i suoi testi teatrali vengono anche tradotti e pubblicati all’estero.
Dei due Stefani é singolare la loro identicità del nome, di origine greca che significa ‘ghirlanda, corona’, quindi ‘incoronato’ e la corona è l’emblema della regalità, ma anche della grandezza interiore.
Il primo corre per consacrare lo sport nella sua forma più antica, credendo in un così alto impegno come quello per la moratoria, il secondo dichiara:  ‘Rispetto al mio lavoro considero ‘Io sono il mare’ più che altro come un  contributo alla campagna internazionale di Amnesty International contro la pena di morte. Proprio per questo ne autorizzo volentieri la messinscena a gruppi e associazioni anche di natura diversa dal teatro. Mi piace infatti pensare che anche la rappresentazione di un testo possa essere un piccolo aiuto alla creazione di un’opinione pubblica fortemente motivata al rifiuto del boia. In fin dei conti è l’unica strada percorribile, anche in un paese come l’Italia in cui la pena capitale ufficialmente non è ammessa (ma ciò non evita che marcate tendenze ‘forcaiole’ emergano puntualmente in un momento in cui si diffonde la microcriminalità e i mass-media ne amplificano l’efferatezza).
Proprio per questo ne ho autorizzato volentieri la messinscena all’ ADAI Teatro Italia come produzione esecutiva, sostenuta dall’Associazione Culturale Teatrale Monade, che, ultima solo in ordine di tempo, metterà in scena questo mio testo di alcuni anni fa presso il Teatro Sala Petrolini di Roma.
Colgo l’occasione per far loro (in particolare ad Alberto Donatelli ed Alessandro Izzo, i due attori in scena) un sincero e personale in bocca al lupo, confidando nell’attenzione dei presenti e del pubblico in particolare verso un tema così importante e delicato.
Personalmente, sono spiacente di non poter intervenire per motivi di lavoro. Ma ‘umanamente’ è come se fossi lì.’
‘Io sono il mare’ è la versione teatrale del famoso caso di cronaca dell’italo-americano Derek Rocco Barnabei, giustiziato in Virginia il 14 settembre del 2000.
Il caso sollevò una grande mobilitazione dell’opinione pubblica italiana ed europea ed occupò per giorni e giorni le prime pagine dei quotidiani.
Scena dello spettacolo é il parlatorio del braccio della morte di Greensville.
Una calma artificiale. Un silenzio immobile, un’aria che pesa. Ed il solito odore di disinfettante.
É l’alba del 15 settembre 2000: nel braccio della morte di Greensville, sono trascorse 10 ore dal momento in cui lo Stato della Virginia ha spezzato i 33 anni di  Barnabei.
Nel grigiore asfittico di un anonimo parlatorio si incontrano il cappellano Jim Gallagher (Alberto Donatelli) ed il secondino Frank Houdson (Alessandro Izzo).
Tra loro la presenza ingombrante di un paio di scarpe slacciate e di una grossa scatola colma di roba: quello che resta di Barnabei D. R., detenuto 227108.
Per archiviare la pratica restano sole le ultime formalità: visionare gli oggetti, mettere per iscritto che lo Stato non si e’ preso niente (tranne una vita umana) ed apporre la firma sull’ apposito modulo.
ADAI Teatro Italia nasce nell’estate 2007 dall’unione artistica dei due attori – Alberto Donatelli (AD) ed Alessandro Izzo (AI) -.
L’amore per il teatro e la voglia di farlo senza cedere a scelte artistiche a senso unico li porta a scegliere di fare per loro conto, senza aiuto alcuno ed affrontando argomenti forti, sensati, profondi ed importanti.  
Personaggi? Sempre due per i primi lavori, ricordiamo tra gli altri ‘Il calapranzi’ di Harold Pinter, rischiando tutto e in prima persona.
Fino al febbraio 2008 dove per festeggiare un anno esatto dal debutto, saranno in scena con la versione teatrale ispirata ad ‘In linea con l’assassino’.
La conferenza ha visto gli interventi di Massimo Persotti di Amnesty International,  Massimiliano Iervolino Segretario dell’Associazione Radicali Roma, Gaia Rosini di Nessuno Tocchi Caino, Francesca Giorgini dell’Associazione Culturale Monade, che ha curato la produzione artistica, Francesca Romana Reggiani di ADAI Teatro Italia, che ha curato la produzione esecutiva, di Alberto Donatelli attore dello spettacolo e di Alessandro Izzo attore e regista dello spettacolo.
E’ stato letto e distribuito il comunicato di Stefano Massini succitato ed ascoltato un piccolo ‘assaggio audio’ in anteprima  della voce che farà rivivere ‘teatralmente’ Derek Rocco Barnabei: l’attore/doppiatore Stefano De Sando.
Di particolare rilievo il lucido ed appassionato intervento di Gaia Rosini che ha fotografato alla data l’iter della Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali alle Nazioni Unite, con 72 cosponsorizzazioni, che verrà votata in terza commissione entro novembre e in Assemblea Generale a dicembre. Prima del voto ‘Nessuno tocchi Caino’ conta di aumentare il numero di cosponsorizzazioni e la Risoluzione dovrebbe passare senza problemi.
Presente in sala la giornalista Gianna Venturini di ‘America Oggi’, amica della madre di Barnabei, che all’epoca riuscì ad avere un contatto telefonico quasi quotidiano con il condannato. Nell’ultima telefonata Derek scongiurò la Venturini di tenere sempre vivo il ricordo del suo caso per lottare contro le esecuzioni capitali e lei apprezza molto l’iniziativa di ADAI Italia, perché come diceva Picasso ‘L’Arte è l’unica menzogna in grado di restituire la Verità’  e sicuramente Barnabei direbbe: ‘Derek è vivo e ringrazia !!!’
 
 
sito: http://www.iosonoilmare.com
 
Sala Petrolini – Sala Fabrizi
indirizzo: Via Rubattino 5 (Testaccio)
telefono: 065757488
 
 
Lucio De Angelis

Massini e Baldini: due Stefani in corsa contro la pena di morte nel totale silenzio dei media
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