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Mi sono iscritto al Partito Radicale perché sto con Emma Bonino

Quando nel 2010 mi avvicinai al Partito Radicale, pur avendo scritto per tre decenni sui Quaderni Radicali di Giuseppe Rippa, non avevo mai svolto attività politica: fu in occasione delle elezioni regionali del Lazio e della candidatura di Emma Bonino a Presidente. Lo slogan era “io sto con Emma” e personalmente mi sentii di aggiungervi “perché Emma sta con noi”, riferendomi al suo entusiasmo, alla vitalità umana, alla ventata di respiro che riuscì a portare in una politica moribonda, deludente, humus naturale dell’antipolitica e della diffidenza. Emma, allora, rappresentò, con tanti compagni Radicali, la possibilità di un ritorno dell’umanità nella classe dirigente del Paese.
Oggi Emma, dichiarando la sua malattia e affidandosi idealmente alle persone che le vogliono bene, ha fatto una cosa simile a cinque anni fa: ha tentato di riportare il rapporto interumano al centro dell’attenzione civile, politica, istituzionale. Rischiando, come poi è accaduto, di fornire un alibi a chi non l’avrebbe comunque mai candidata o nominata, ha fatto nuovamente appello alla passione “da cui non ci si può dimettere”, per trascinare irrazionalmente una piccola ma significativa parte del Paese a riflettere sulle battaglie dei Radicali.
Mi sono dunque iscritto al Partito Radicale perché “sto con Emma”, per la passione, per la fantasia irrazionale, per l’umanesimo, anzi per l’interumanesimo, che ha saputo trasmettere con poche emozionate ed emozionanti parole, dimostrando ancora una volta che è lei a “stare con noi”.

Mi sono iscritto al Partito Radicale perché sto con Emma Bonino
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