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Migranti: Come nel gioco dell’oca, Baldassarre riparte dal via, “Non possiamo accoglierli tutti”

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli, Segretario di Radicali Roma:
L’accoglienza a Roma si è ormai trasformata in una specie di gioco dell’oca: dalle promesse di grandi progetti di qualche mese fa, sistematicamente vaghe e indefinite ma perlomeno animate dallo spirito avventuroso del proclama, l’Assessore Baldassarre ha lanciato i dadi ed è tornata al punto di partenza: “Roma non può accogliere nuovi migranti”.
Eppure gli esempi virtuosi di come fare della città un polo efficace di accoglienza non mancano, e sono raggiungibili con poche ore di treno: ad esempio quelle che separano la Capitale da Milano, nella quale sul piano dell’accoglienza sembra di vivere non in un’altra nazione, ma addirittura in un’altra galassia.
Ridurre le ambizioni di una capitale europea al mantra del “non possiamo accoglierli tutti” significa non soltanto essere privi di qualsiasi visione di città, ma soprattutto ostinarsi a ignorare, come se non esistessero, le migrazioni epocali che stanno attraversando tutto il nostro continente. Significa gettare la spugna e relegare Roma al ruolo periferico e marginale di chi si ostina a ripetere formule logore senza saper neppure immaginare un cambiamento.
La verità è che a Roma un’accoglienza di qualità, per tutti coloro che ne hanno bisogno, non soltanto si deve fare, ma si può fare. Basterebbe avere un minimo, ma proprio un minimo, di progettualità e di ambizione.
Migranti: Come nel gioco dell’oca, Baldassarre riparte dal via, “Non possiamo accoglierli tutti”
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