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Olimpiadi: Pierlugi Battista, Emma Bonino, Oscar Giannino aderiscono alla campagna per il referendum

Aumentano le sottoscrizioni alla richiesta a Renzi e Tronca di far decidere i cittadini sulla candidatura ai Giochi del 2024, tante le personalità schierate con il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi.

Aumentano di ora in ora le adesioni alla campagna di Radicali Italiani per chiedere anche a Roma un referendum sulla candidatura ai Giochi olimpici del 2024. Tante anche le personalità schierate a favore dell’iniziativa lanciata dal segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e rivolta al presidente del Consiglio Renzi e al commissario Tronca.

Tra i primi ad aderire alla campagna per il referendum su Roma2024: Emma Bonino, i giornalisti e scrittori Pierluigi Battista, Oliviero Beha, Oscar Giannino, Paolo Mondani, Vittorio Emiliani, Vittorio Roidi, Fernando Ferrigno, Alberto La Volpe, Chiara Valentini; gli urbanisti Paolo Berdini e Vezio De Lucia; Alberto Benzoni, presidente Roma Nuovo Secolo, Giorgio Bertini, coordinatore di “Mobilitamoci”, Tommaso Capezzone di “Corviale domani”, Annamaria Coen dell’International Sociological Association, la sociologa Maria Immacolata Macioti, Francesco Lizzani, docente di storia, l’ambasciatore Bernardino Osio, gli archeologi Carlo Pavolini e Fausto Zevi, il regista Carlo Alberto Pinelli, gli storici Isa e Mario Sanfilippo, Carlo Troilo (Osservatorio Civico per Roma).

“Rispondere, come ha fatto Montezemolo, che un referendum sulla candidatura olimpica non è necessario significa considerare i romani cittadini di serie B rispetto a quelli che in tante città europee, e non solo, hanno avuto la possibilità di decidere su un’impresa che avrebbero pagato di tasca propria”, dichiara il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi. “Referendum si sono tenuti in città come Davos, Cracovia, Oslo, Monaco, Amburgo – di cui alcune note per il rigore amministrativo – mentre a Boston è bastato il dibattito aperto in vista del referendum per far fare un passo indietro sulla candidatura. Il primo effetto di un referendum – spiega Magi – sarebbe infatti una maggiore informazione e un dibattito vero su costi e benefici. Se quindi Montezemolo, Malagò e Renzi sono davvero convinti del progetto di candidatura olimpica – che nonostante le promesse, nessuno ha ancora visto – non abbiano paura di dare la parola ai cittadini. Li aiutino invece a riconquistare spazi democratici e li convincano che questa scommessa, che le esperienze del passato dimostrano essere molto rischiosa, possa rappresentare un’opportunità”.

La campagna lanciata da Radicali Italiani per un referendum sulla candidatura di Roma 2024 ha trovato ampia eco sulla stampa internazionale. A battere la notizia, testate come l’Associated Press, USA Today, Le Parisien, Arab Times, Miami Herald, Bangkok Post.

Anche il Comitato No Boston Olympics oggi si è schierato a sostegno dell’iniziativa con un comunicato stampa del co-Presidente Chris Dempsey: “Per molti mesi abbiamo preso parte ad un’animata discussione civica sui costi e benefici dell’ospitare le Olimpiadi estive del 2024. E’ diventato chiaro che più informazioni i cittadini di Boston ricevevano della candidatura olimpica, meno la supportavano. Alla fine l’offerta di ospitare i Giochi è stata abbandonata quando il pubblico è giunto alla conclusione che le costose richieste e condizioni presentate dal Comitato Olimpico pesavano di gran lunga più dei benefici promessi. I cittadini di Roma meritano la possibilità di partecipare allo stesso tipo di dibattito. E un referendum, come suggerito da Radicali Italiani, è il modo migliore per garantire che questo accada“.

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