RADICALI ROMA

Ostia, bene annnuncio di Marino per apertura 12 varchi: ora l'amministrazione non aspetti la magistratura per imporre legalità e diritti e intervenga prima che esploda "mafia balneare"

mareDichiarazione di Alessandro Capriccioli, Segretario di Radicali Roma.

Nel salutare con soddisfazione la dichiarazione di Ignazio Marino, che si è detto pronto ad aprire dodici nuovi “varchi” a Ostia, chiediamo al Sindaco di provvedere innanzitutto -e da subito- a far rispettare le norme che già esistono e che a Ostia vengono completamente e sistematicamente disattese, nonostante siano evidenti e ben conosciute da tutti i cittadini, senza aspettare che sia la magistratura a sancire la legalità e i diritti e intervenendo prima che esploda, dopo “mafia capitale”, anche il caso “mafia balneare”.
Ci corre l’obbligo di ricordare al Sindaco quanto segue: 1. il mare e la battigia fanno parte del demanio pubblico, e quindi i cittadini, ai sensi della L. 296/2006, avrebbero il diritto di accedervi senza pagare un euro da qualsiasi stabilimento, anche ai fini della balneazione: diritto che a Ostia viene loro sistematicamente e odiosamente negato; 2. gran parte delle recinzioni degli stabilimenti di Ostia, che nascondono letteralmente la vista del mare tanto da meritarsi la definizione di “lungomuro”, sono completamente illegali, cosa che abbiamo denunciato più volte arrivando a presentare un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere la persecuzione degli amministratori pubblici e delle autorità di controllo per omissione d’atti d’ufficio; 3. a Ostia non c’è equilibrio tra spiagge libere e spiagge in concessione, così come previsto nell’ultimo Piano Utilizzazione Arenili approvato nel 2005 e rimasto inattuato; 4. ai sensi del Codice della Navigazione tali gravi inottemperanze dovrebbero dar luogo alla revoca dele concessioni, cosa che a Ostia continua a non accadere nonostante le violazioni siano evidenti e spesso clamorose; 5. le direttive comunitarie imporrebbero di non rinnovare in automatico le concessioni, ma di metterle a bando pubblico di gara: cosa che a Ostia -come del resto in tutta Italia- continua sistematicamente a non avvenire.