fbpx

Pacs, la Bindi tenta la mediazione Mastella resiste

«Nonostante abbia 39,4 di febbre, ho letto la bozza del disegno di legge sulle coppie di fatto e una cosa è chiara: è folle. Qui si configura l’anagrafe delle coppie di fatto, anche per i gay, un vero e proprio matrimonio di serie B. Purtroppo tutti i miei timori sono confermati. Se il testo rimane questo non è possibile discutere. Se c’è disponibilità a cambiarlo, allora dobbiamo lavorare per ridurre il danno». Dalla sua abitazione Clemente Mastella detta la linea ai suoi collaboratori e fa sapere a Rosy Bindi che non potrà darle una mano. Il ministro della Famiglia, dopo il voto di ieri sugli ordini del giorno, aveva chiesto al capogruppo dell’Udeur Mauro Fabris di collaborare. «Se Clemente in Consiglio dei ministri si alza e se ne va – avrebbe detto la Bindi – la mia posizione ne esce indebolita. Dobbiamo vederci e parlare». Così oggi il ministro della Famiglia, non potendo incontrare il Guardasigilli a causa dell’indisposizione di quest’ultimo, gli ha inviato la bozza del ddl. Ma il commento di Mastella con i suoi è stato tranchant: «E’ irricevibile. E’ difficile metterci mano se non si cambiano la logica del provvedimento. C’è perfino una norma transitoria che consente il riconoscimento retroattivo delle coppie di fatto».

Insomma, il cattolico Mastella non può dare una mano alla cattolica Bindi. E al Consiglio dei ministri del 9 febbraio, il Guardasigilli dovrebbe abbandonare la seduta e non votare il testo, come fecero i tre ministri della sinistra radicale con il decreto di rifinanziamento della missione afghana. Bindi e Pollastrini, che ieri si sono incontrate per due ore, fanno sapere che il provvedimento è sostanzialmente pronto. Ma la verità è che non c’è ancora un’intesa. E si spera di poter convincere Mastella a trattare sul merito. I nodi da sciogliere sono importanti. Si tratta di stabilire se il convivente potrà ottenere la pensione di reversibilità dopo cinque o quindici anni di convivenza stabile. O se dovranno trascorrere dieci anni per i diritti di successione. Così come è da stabilire se la dichiarazione di convivenza all’ufficiale dell’anagrafe potrà essere fatta in maniera individuale o congiunta. Gli uffici legislativi dei ministri competenti, insieme al Tesoro, dovranno inoltre calcolare le ricadute economiche di queste decisioni.

Sarà comunque molto difficile che il testo possa essere modificato alla radice. Per questo i teodem della Margherita fanno fuoco e fiamme, pur avendo votato l’ordine del giorno dell’Ulivo e non quelli dell’Udeur e dell’Udc. Tredici parlamentari cattolici, tra i quali Bobba, Binetti e Ladu, adesso sono pronti a dare battaglia: «Saremo le “guardie svizzere” del programma dell’Unione. Non solo per le sette righe dedicate al riconoscimento dei diritti individuali dei conviventi di fatto, ma innanzitutto e prima di tutto per le 187 dedicate alle politiche per la famiglia». E aggiungono che non troveranno il loro consenso quelle «norme che istituiscono delle “parafamiglie”».

«Ma noi – ha commentato Emma Bonino – abbiamo giurato sulla costituzione e non sul vangelo». Per carità, ha aggiunto la senatrice Vittoria Franco, presidente della commissione Cultura e coordinatrice nazionale delle donne Ds, «non usiamo le guardie svizzere per erigere steccati tra di noi sulle unioni civili. Il riconoscimento dei diritti dei conviventi aggiunge valore alla famiglia, non lo toglie».

Insomma, cattolici e teodem della maggioranza sono nell’angolo, incalzati dal Vaticano e dall’Osservatore Romano che ieri ribadiva il diritto della Chiesa di intervenire su questioni che riguardano la difesa della vita e della famiglia. Cattolici e teodem però hanno evitato il blitz al Consiglio dei ministri di oggi. A spingere erano invece i Ds e il capogruppo dell’Ulivo Dario Franceschini. Anche Prodi avrebbe preferito chiudere la partita prima possibile per non trascinare ancora questa polemica dentro l’Unione. Ma l’accordo non c’è e poi ieri la tensione era già abbastanza alta in seguito alla spaccatura al Senato sulle mozioni per la base Usa. Al Cdm di oggi però ci sarà una prima valutazione del ddl Bindi-Pollastrini. Il ministro Padoa-Schioppa dovrebbe spiegare quali sono le ricadute economiche se si riconosce la pensione di reversibilità al convivente. L’ipotesi che ieri circolava è di stralciare la norma relativa alla pensione di reversibilità per poi recuperarla nella riforma generale della previdenza.

Pacs, la Bindi tenta la mediazione Mastella resiste
0 Condivisioni