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Scoppia il caso Roma, rischio commissario per un anno

«Il commissariamento del Campi­doglio? E’ un rischio concreto». Nei palazzi della Roma che con­ta la risposta è pronta. Il tam­tam è in corso da giorni. Occhi puntati sulla crisi e le mosse del sin­daco Veltroni. Sulla capitale incom­be il rischio di commissariamento. Per consentire ai romani di votare questa primavera il primo cittadino dovrebbe lasciare l’incarico entro il 3 febbraio. Secondo il vicesindaco Mariapia Garavaglia non ci sarebbero molte alternative: «col voto anticipa­to si va al commissario, non c’è alter­nativa, non ci sono i tempi tecnici per votare a primavera».

 

 

 

Questa soluzione, come è ovvio, inquieta il mondo delle imprese che teme 12-15 mesi di gestione commis­sariale. «La capitale non può restare ferma tanto a lungo». In Campido­glio, questi, sono giorni di grande su­spense. «Veltroni lascia? Non ci cre­do fin che non lo vedo» sibila il coor­dinatore di Forza Italia Francesco Giro. «Abbiamo il dovere di lavorare

 

sino all’ultimo giorno utile» ribatte il capogruppo del Pd Pino Battaglia, che in serata spiega: «Il sindaco si di­metterà nel deprecabile caso che la crisi si avviti ma solo dopo che le Ca­mere sono state sciolte». Intanto da giorni circola il nome del prefetto Achille Serra, attuale Alto commissario anticorruzione, come candida­tura di alto profilo per la reggenza provvisoria del Municipio.

 

 

 

I tempi per decidere sono strettis­simi In base alla legge Veltroni si tro­va a dover superare due tipi di ostaco­li: per essere eletto in Parlamento de­ve lasciare l’incarico di sindaco entro 7 giorni dallo scioglimento di Camera e Senato, mentre per consentire il rin­novo del consiglio comunale già que­sta primavera e non la prossima (il vo­to, per legge, è previsto tra il 15 aprile ed U15 giugno) dovrebbe renderle ese­cutive entro il 24 febbraio. La prassi, pe­rò, vuole che le dimissioni diventino ef­fettive ed irrevocabili solamente 20 giorni dopo la loro presentazione, cui vanno aggiunti almeno due giorni per consentire al ministero dell’Interno ed al Capo dello Stato di ufficializzare la decisione. Che in questo modo andrebbe anticipata almeno al 2 febbraio. «La legge non obbliga Veltroni a dimettersi – spiega il vicepresidente vicario, Moni­ca Cirinnà – ma se restasse fornirebbe alla destra un motivo in più per attac­carlo. Sarebbe come se rimanesse at­taccato alla poltrona perché non certo della vittoria nazionale».

 

 

 

Di questo e delle altre soluzioni si è discusso a lungo ieri nel corso dell’uffi­cio politico del Pd dove, tra le altre ipotesi, si è parlato anche di una possibile reggenza-Garavaglia che sfruttando un cavillo di legge garantirebbe al centrosi­nistra la continuità politica e di potere. Ma Veltroni si sarebbe opposto per evi­tare di offrire all’opposizione nuovi spunti di polemica.

 

 

 

Nel mondo delle imprese si seguo­no le vicende del Campidoglio con grande apprensione. «Roma è una cit­tà complessa – spiega il presidente del­l’Associazione romana dei costruttori, Giancarlo Cremonesi – di difficile ge­stione e certamente un commissaria­mento qualche problema lo crea. So­prattutto di ordine psicologico». Più secco Cesare Pambianchi, numero uno di Confcommercio: «Nulla osta contro un eventuale incarico al prefet­to Serra, personalità di assoluto presti­gio, a patto però che si tratti di un inca­rico breve». A preoccupare tutti è l’ipotesi che la gestione commissariale duri sino al 2009 paralizzando tutta l’attività amministrativa: dal nuovo piano regolatore al piano del commer­cio, dai progetti dei nuovi parcheggi ai lavori delle metropolitane.

 

 

 

Votare fra due mesi o fra 15 cambia ovviamente anche tutti gli scenari poli­tici. Nel potenziale toto-sindaco in que­ste ore stanno moltissimi nomi: da Gianfranco Fini a Gianni Alemanno si­no a Franco Frattini per il centrode­stra, da Paolo Gentiloni a Enrico Gasbarra e Nicola Zingaretti per il Pd. Ie­ri Goffredo Bettini ha smentito un suo interesse: «Io sindaco? Per carità di Dio!». Idem Frattini. Ma di qui al 2009 tutto può ancora succedere. A secon­da di chi vincerà potrebbero scendere in pista anche Rutelli e Fini.

Scoppia il caso Roma, rischio commissario per un anno
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