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SU UNIONI CIVILI E ESENZIONI ICI LA MAGGIORNAZA NAVIGA A VISTA.

Dopo lo scoglio, superato non senza polemiche, della delibera che prevede l’adesione del Comune alla fondazione Cinema per Roma, l’Aula Giulio Cesare si prepara ad affrontare nuove discussioni. Nel dettaglio l’Ici per gli enti religiosi e le Unioni civili. Oggi inizierà  in consiglio la discussione sul Dpef. La maggioranza prevedere un un emendamento, collegato alla manovra, che prevede una vera e propria raccomandazione al governo in materia di pagamento dell’ ICI per gli istituti religiosi. L’Ici è disciplinata da una normativa nazionale e i consiglieri di centro sinistra chiederanno di cambiare la normativa vigente, che prevede che a pagare l’imposta siano solamente gli enti che svolgono in via esclusiva un’attività commerciale.

“E’ auspicabile, si legge nell’emendamento, un intervento normativo che, al fine di dare certezze interpretative alle norme vigenti e di evitare inutili e costosi contenziosi, sostituisca al comma 1 dell’art. 39 del decreto legge 30 settembre 2005 la parola “esclusivamente” con “prevalentemente”. In altre parole oggi i bed and breakfast del Vaticano che ha anche una piccola cappella annessa non paga l’Ici, dal momento che non svolge in maniera esclusiva attività commerciale. Se il governo dovesse dare retta al consiglio comunale romano, la situazione cambierebbe e quello stesso bed and breakfast dovrebbe pagare l’imposta sugli immobili. Una vera e propria rivoluzione per tutti gli istituti religiosi Vaticano compreso. Anche se al testo dell’emendamento è stato tolto il riferimento alla religione. Si parla genericamente di istituti, termine che comprende ogni tipo di ente. Ma questo piccolo escamotage era necessario per avere la firma dell’Udeur. Gianfranco Zampilli, capogruppo capitolino dell’Udeur dice che così infatti si sente garantito. La sinistra, invece, avrebbe sperato in un intervento più deciso. Nello stesso emendamento si sottolinea pure la necessità di una riforma dell’Ici sulla prima casa, che tenga conto delle condizioni socio-economiche delle famiglie. Anche le unioni civili potrebbero creare non pochi problemi. Prc, Verdi, PdCi, RnP e Sd insistono per portare in fretta in aula la delibera di iniziativa popolare, ormai bloccata da mesi, che prevede l’istituzione del Registro delle Unioni civili. Ma c’è un’altra parte di maggioranza, che, invece, quella stessa fretta non ce l’ha  proprio. L’Udeur, ad esempio, sostiene che “ci sono cose più importanti da affronatare”. Insomma è un percorso tutto in salita quello delle unioni civili. E non è affatto scontato che alla fine si trovi un accordo.

                                                           

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