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"Un po' di storia fatta e da fare": Pannella su una pagina pubblicitaria de 'Il Foglio' di oggi, a proposito della Rosa nel Pugno

Per i primi sei mesi la Rosa nel Pugno è stata la denominazione assunta da non più di una decina di noi, costituitosi nel suo unico organo: la Segreteria Nazionale provvisoria. Eletti, ovviamente, da nessuno. Insieme- da soli- abbiamo costruito denominazione ed immagine: RnP, laici, socialisti, liberali, radicali-Tony Blair, Loris Fortuna, J.L.R. Zapatero.

Abbiamo annunciato – e siamo stati intesi e creduti – che con noi nasceva e viveva un nuovo soggetto politico strategico, impegnato nell’immediato sull’obbiettivo prioritario della “alternanza per l’alternativa” obbiettivo prioritario raggiunto, determinato.

Incombendo le elezioni politiche, affrontammo e risolvemmo due problemi: fino al 2011 la RnP avrebbe pienamente disposto del simbolo e delle sue eventuali utilizzazioni elettorali alla unica condizione dell’accordo unanime dei suoi fondatori (esponenti dello SDI, di Radicali Italiani, di Associazione Luca Coscioni). Questi accordi furono sottoscritti e depositati da Notaio. Sul piano dei contenuti la RnP aveva i 31 punti approvati al Convegno di Fiuggi nel settembre 2005.

 

Ebbene: la Rosa nel Pugno era salutata da ogni parte come “l’unico fatto nuovo della politica italiana”, per settimane, era questa. Una decina di fondatori e soggetto politico indiscusso, come tale?

Proponiamo ora che si passi alla costituzione di un “Comitato dei Mille”, che sia composto dai membri della Segreteria e Direzione, dai candidati alla Camera ed al Senato nelle elezioni del 9/10 aprile, da circa altri trecento membri, prescelti con particolare attenzione al fattore territoriale nazionale.
Contemporaneamente proponiamo di concedere il simbolo RnP a clubs, circoli, associazioni che ne facciano richiesta, rispondendo ad alcuni criteri prestabiliti. Proponiamo che questo processo di raccolta, animazione, articolazione politica, sia promosso aperto e sostenuto in particolare in Internet, on line.

Altri, invece, ci propongono di azzerare scelte e regole costitutive, che sono andate e vanno benissimo; oltre che il passaggio ad una forma partitica della RnP. Vogliamo invece andare avanti sulla strada intrapresa, rispettando pienamente intese ed accordi fondativi della RnP, promuovendone e governandone la crescita, il potenziale di aggregazione nel Paese.

Ci si propone, addirittura, di decidere sin d’ora la (ri)presentazione della RnP alle prossime amministrative, senza programmi, senza che la RnP su questo fondamentale assetto della politica nazionale e globale faccia altro che riproporsi come mera copertura della realtà politica-amministrativa del solo PDI. Ma che Rosa nel Pugno sarebbe mai questa? Che “evento” nuovo per l’Italia, per l’alternativa? Scherziamo?

Abbiamo dentro di noi meno di un anno. Qualcuno poteva anche solo immaginare che l’affermarsi di questa grande forza sociale, politica, ambientale, istituzionale, riformatrice non dovesse proseguire ancora a formarsi, affermarsi? E il divenire “un Partito” come altri, con qualche maquillage sia anche solamente possibile? Non stiamo andando avanti tutti, non solamente l’Associazione Luca Concioni, nella realizzazione dei Punti di Fiuggi?

I fondatori riacquistino fiducia in se stessi nella loro unità, nelle loro idee e nei loro obiettivi, nella forza fondata che a passi da gigante può passare ad assumere, in quanto tale, la normalità democratica di un grande soggetto politico, non partitico, non oligarchico, volto e atto ad avviare la Grande Rivoluzione liberale, laica, socialista, radicale, ambientale…

Marco Pannella

"Un po' di storia fatta e da fare": Pannella su una pagina pubblicitaria de 'Il Foglio' di oggi, a proposito della Rosa nel Pugno
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