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UNA ROMA "MODELLO" CEI: NUOVA PROPOSTA E "MARIO MIELI" LASCIANO IL TAVOLO DEL COMUNE SULLE IDENTITÀ DI GENERE

ROMA-ADISTA. Se a livello nazionale il Partito Democratico appare sempre più in difficoltà sulle questioni legate alla laicità, non vanno meglio le cose a livello locale. Proprio nella città del leader del partito, Walter Veltroni, sono ormai esplose le contraddizioni che il “modello Roma” era riuscito fino ad ora a far convivere più o meno pacificamente entro una cornice comune. Un segno evidente di questa crisi è stato l’abbandono del “Tavolo di coordinamento per l’orientamento sessuale e l’identità di genere” del Comune di Roma prima da parte del Circolo Mario Mieli e poi da parte del gruppo di cristiani omosessuali “Nuova proposta”. Le due defezioni sono maturate dopo la bocciatura delle delibere sulle coppie di fatto, su cui hanno pesato le ingerenze delle gerarchie vaticane. “Non se ne farà nulla”: così Walter Veltroni aveva rassicurato il card. Tarcisio Bertone nel corso di un colloquio svoltosi in Vaticano il 29 novembre. Ed infatti il sindaco di Roma è stato di parola. Lo scorso 17 dicembre il Consiglio comunale della capitale aveva bocciato le due delibere, una di iniziativa consigliare, l’altra di iniziativa popolare, che avrebbero istituito il registro cittadino delle coppie di fatto. A favore aveva votato la sinistra (Prc, Sd, Pdci, Verdi) e la Rosa nel Pugno. Mentre il Partito Democratico – seguito dall’Italia dei Valori e dalla Lista civica per Veltroni – ha votato ‘no’, insieme alle destre. Bocciato anche l’ordine del giorno proposto dal Pd in cui si chiedeva al parlamento di “affrontare con urgenza questi temi”. Ad incendiare la già vivace polemica che da giorni animava i palazzi capitolini ha inoltre contribuito, il giorno precedente la votazione, un editoriale di Roma Sette (siglato con tre asterischi, e quindi attribuibile al card. Camillo Ruini, vicario del papa per la diocesi di Roma): “I cattolici che siedono in Consiglio comunale – aveva infatti scritto il settimanale della diocesi di Roma (supplemento domenicale di Avvenire) -, e tutti coloro che considerano la famiglia fondata sul matrimonio come la struttura portante della vita sociale, da non svuotare di significato attraverso la creazione di forme giuridiche alternative, saranno presto chiamati a mostrare la propria coerenza e la propria determinazione”. “Determinazione” e “coerenza” presto dimostrate dai consiglieri del Pd con il loro voto contrario alle delibere ‘incriminate’. Soddisfatto dell’esito dello scontro politico in Campidoglio mons. Elio Sgreccia, in un’intervista a la Repubblica (18/12) aveva dichiarato: “Sono contento che sia andata così, perché l’istituzione del registro sulle unioni di fatto a Roma, come altrove, sarebbe stata un’autentica forzatura”; nella medesima intervista il presidente della Pontificia Accademia per la Vita si è inoltre pronunciato contro la discriminazione degli omosessuali, che andrebbero aiutati “con terapie adeguate” (sic!).

La risposta dei movimenti e delle associazioni laiche e per la promozioni dei diritti degli omosessuali non si è fatta attendere. Il Circolo Mario Mieli si è ritirato dal Tavolo di coordinamento del Comune definendolo ormai “privo di significato e di prospettive”. L’ha seguito a ruota il gruppo di cristiani omosessuali Nuova Proposta, che in un durissimo comunicato ha spiegato le ragioni della propria decisione: “Questa storia del registro delle unioni civili va avanti da anni (almeno dal patrocinio al World Pride tolto dall’allora sindaco Rutelli per evidenti incompatibilità col suo futuro incarico di segretario della defunta Margherita) ed è stata da noi percepita come una presa in giro. Ciò che respingiamo è il pessimo trattamento riservato alle persone glbtq (gay, lesbo, bisex, transgender, queer) – e a tutti i soggetti che nella società civile sono posti in minorità di diritti, – usati come merce di scambio per giochi di potere dalle gerarchie politiche e religiose. Per noi che cerchiamo nel vangelo un ‘manuale di sopravvivenza’, valgono le parole dell’evangelista Giovanni: ‘… il mondo non l’ha conosciuto’ (mondo = cosmos come insieme dei soggetti che detengono, aspirano, o si assoggettano, al potere)”.

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