Il prezzo delle case e l’eccesso di regole

Di Paolo Violi.

Nei paesi anglosassoni il tema del prezzo delle case è fra i più centrali nel dibattito nazionale. In maniera del tutto trasversale ai partiti politici.
Il problema è che i giovani adulti non guadagnano abbastanza per poter comprare una casa. In altri termini, il rapporto (prezzo medio del residenziale/salario medio) è troppo alto. A tal proposito, ci sono due articoli interessanti.
Il primo racconta la situazione Usa, del tutto simile alla nostra. E mette bene in evidenza come il fenomeno mina la formazione di una nuova classe media, di nuove famiglie e nuovi nati, con tutto quello che può comportare per l'economia, ma anche per la democrazia stessa. Uno dei primi a lanciare l'allarme a livello istituzionale è stato Jason Furman, capo dei consiglieri economici di Obama, che puntava il dito contro un eccesso di regolamentazione dei suoli.
Il secondo articolo invece racconta come la stessa cosa avvenga in Inghilterra. Per affrontare il problema, già i Laburisti avevano proposto nel 2015 un piano di nuove case per 200.000 alloggi nuovi ogni anno. Ed Milliband dichiarava: "There’s nothing more British than the dream of home ownership". Tuttavia, nonostante le politiche dei Labour e dei Tory volte ad aumentare l'offerta di abitazioni, la situazione non è migliorata di molto. Una delle ragioni viene rintracciata (come per Furman) nell'eccesso di regole urbanistiche e tecnologiche, che fanno salire molto il costo di costruzione, e quindi quello di vendita.
L'articolo propone anche una possibile soluzione: si chiama "Pink Planning" e consiste nel prevedere delle zone speciali dove poter costruire con meno regolamentazioni (ma con regole precise e selezionate), e quindi a prezzi più bassi. Inoltre, il processo prevede la partecipazione degli abitanti alla pianificazione dei nuovi nuclei urbani, e può mettere in moto meccanismi competitivi positivi, coinvolgendo tante piccole aziende costruttrici (invece di poche grandi), generando lavoro. In Olanda stanno già portando avanti una sperimentazione analoga.
E in Italia?
Paradossalmente, il fatto che la metà dei giovani non abbia nemmeno un reddito rende questo dibattito futuribile.
Però la questione è sentita anche da noi. Ma mentre negli altri paesi la politica si scontra su come tentare di risolverlo, noi ci accapigliamo sull'allarme cementificazione. È a causa di una diffusa cultura conservatrice, antiurbana e classista, che secondo me dovremmo tentare di contrastare.

Il prezzo delle case e l’eccesso di regole
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