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PARTECIPAZIONE

Le modifiche statutarie approntate dalla maggioranza 5Stelle hanno inserito alcune importanti novità riguardo gli strumenti di iniziativa popolare a Roma. In particolare, l'introduzione del quorum zero per quanto riguarda i referendum, il referendum propositivo e la possibilità da parte dell'Assemblea Capitolina o della giunta di proporre una controproposta di referendum nei confronti dell'iniziativa promossa dai cittadini. Se a questo aggiungiamo l'introduzione della possibilità per l'Assemblea Capitolina di poter indire referendum consultivi con la sola maggioranza dei consiglieri assegnati (prima era necessaria la maggioranza dei 2/3) il quadro delineato refforza il ruolo dell'amministrazione rispetto a quello dei cittadini.
Per rendere davvero effettivo l'esercizio del diritto di iniziativa dei cittadini, il nuovo regolamento degli istituti di iniziativa popolare, ancora non deliberato a distanza di quasi un anno dalle modifiche statutarie, dovrà prevedere di ridurre gli ostacoli che impediscono il pieno esercizio dell'utilizzo di tali strumenti a partire dalla questione dell'autentica delle sottoscrizioni, e rendendo possibile la sottoscrizione online delle inziative tramite SPID.
L'esercizio del diritto di voto nei referendum ricorrendo all'utilizzo di tecnologie telematiche o informatiche, così come auspicato nel nuovo Statuto, solleva numerose criticità soprattutto riguardo ai principi costituzionali in merito alla segretezza e alla libertà di voto. Il nuovo regolamento dovrà tenere conto di questi delicati aspetti tenendo presente che anche dove il voto elettronico viene sperimentato da anni come in Svizzera, questo non sostituisce le consuete modalità di voto e dunque può essere previsto solo come una facoltà in più offerta al cittadino ma mai sostitutivo della tradizionale modalità di voto.

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