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Raggi sfascia Ama, dimissioni Cda danno enorme per Roma

"Le dimissioni del sesto Cda di Ama in 3 anni, da quando cioé si è insediata la giunta Raggi, fotografano una realtà avvilente: non c'è da parte del Comune la volontà di risolvere questa situazione e rilanciare l'azienda, con conseguenze drammatiche per la città e per i cittadini". Così in una nota Simone Sapienza, segretario Radicali Roma, e Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa.

"La mancata approvazione di due bilanci per i 18 milioni di euro di servizi cimiteriali (su circa 700!) è solo un pretesto, e questa stucchevole tarantella di dirigenti è utile solo a individuare un capro espiatorio per le lacune dell'azienda, ormai conclamate e tristemente note in tutto il mondo. Eppure ci sarebbero tutte le carte in regola per costruire un'azienda virtuosa coi contributi della Tari facendola crescere tramite la costruzione di nuovi impianti al servizio della differenziata e dell'indifferenziata: sarebbe strategico trasformare quella che è ad oggi una 'società di spazzini' in un'azienda con un asset industriale. Ma finché Ama non si renderà indipendente dal punto di vista impiantistico, come abbiamo chiesto nella nostra delibera Ripuliamo Roma, sarà sempre fragile e non strutturata; finché continuerà a spendere 200 milioni all'anno per portare i propri rifiuti in giro per l'Italia non avrà la possibilità di investire e quindi di crescere; finché si riterrà che la soluzione a tutti i problemi è cambiare i vertici senza la riscrittura di un piano industriale realistico e adeguato ci troveremo fermi in questo pantano. Ora non importa il nome di chi arriverà, la cosa importante è che si decida davvero di invertire la rotta: se vogliono delle linee guida basta leggere con attenzione la nostra delibera depositata più di due mesi fa, e sottoscritta da 7000 cittadini".
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