Rifiuti: dopo incendio ancora meno autonomia per AMA

"Al netto del giudizio negativo che abbiamo sempre dato sull’ubicazione del Tmb di via Salaria, l’incendio di ieri peggiora, e non di poco, l'autonomia industriale da parte di AMA, cioè la capacità di chiusura del ciclo dei rifiuti con impianti di proprietà". Così in una nota Massimiliano Iervolino, vice coordinatore nazionale di +Europa e membro di direzione di Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, capogruppo di +Europa Radicali alla Regione Lazio.
"Prima dell'incidente di ieri, l'autonomia era al 20%, dopo l’incendio questa percentuale è destinata a scendere di molto. Come abbiamo detto più volte, la mancanza di un’impiantistica Ama è un enorme problema, tanto è vero che oggi la sindaca Raggi già parla di aumento della Tari. Dal 2013 al 2017 l’Ama, e quindi i cittadini romani, hanno dovuto pagare circa 700 milioni di euro per trattare, recuperare e smaltire i rifiuti in impianti di terzi: ora che, come sembra, il Tmb di via Salaria non lavorerà più parte dei rifiuti indifferenziati, la mancanza di impianti di proprietà sarà ancora più marcata e i romani si vedranno nuovamente aumentare la Tari. Il vero problema di Ama è che si occupa quasi esclusivamente dalla parte onerosa mentre la parte remunerativa la lascia ai privati. Questo accadeva prima attraverso la discarica di Malagrotta, e continua ad accadere oggi con l’utilizzo per l’80% (percentuale che ora aumenterà) di impianti di altri privati. Per tutti questi motivi continuiamo a chiedere all’amministrazione capitolina di provvedere alla programmazione impiantistica sia a supporto dell’indifferenziata che del differenziato: i nuovi impianti devono essere di proprietà di Ama, altrimenti i romani continueranno a pagare bollette altissime ed il ciclo dei rifiuti di Roma continuerà ad essere instabile, fragile e ridondante".
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