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Acer, sette patti per l'emergenza abitativa

 I costruttori lanciano la sfida. “Una ‘nuova alleanza per Roma’ attraverso la sottoscrizione di sette ‘patti’ per ”rafforzare e modernizzare le infrastrutture, rispondere all’emergenza abitativa; garantire il rispetto della legalita’ e della sicurezza nei cantieri e accompagnare il processo di crescita delle imprese”. La propongono gli esponenti del settore edile romano, riuniti, sotto la presidenza di Giancarlo Cremonesi, all’assemblea dell’Acer. Obiettivo prioritario: rilanciare lo sviluppo e la crescita della Capitale. Cremonesi nella sua relazione e’ partito dal ‘patto sulla legalita’ che ”colleghi tra loro istituzioni, imprese, lavoratori stranieri”. Dove le istituzioni ”garantiscano condizioni di operativita’ alle imprese; le imprese assicurino occupazione anche a lavoratori stranieri” e i sindacati ”veicolino precisi messaggi di rispetto delle leggi e di concordia sociale”. Il secondo ‘patto’ proposto dall’Acer riguarda ”l’emergenza abitativa’ che deve affrontare ”numeri da esodi biblici”, ha detto Cremonesi riferendosi alla presenza solo a Roma di 500 mila immigrati stimati. Ma anche all’incremento del 25% di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari solo a Roma nel 2007 e ”settemila sfratti solo a Roma negli ultimi anni” nonostante la forte politica di dismissione del patrimonio immobiliare (36 mila alloggi dal 2004 a oggi)”.

PATTO PER LA SICUREZZA – Inoltre è necessario un ‘Patto per la qualita’ della vita’ che passi attraverso ”una nuova alleanza per Roma”, dove l’Acer chiede di essere protagonista ”sia all’interno di un dibattito sulle prospettive di sviluppo che di proposta sui percorsi da seguire”. Cremonesi ha proposto poi un ‘Patto per lo sviluppo urbanistico” con lo ”snellimento delle procedure urbanistiche ed il rafforzamento delle strutture amministrative”; ma anche un ‘Patto per la sicurezza e la legalita’ nei cantieri’ e un ‘Patto per l’adozione di comportamenti virtuosi negli appalti pubblici” sia da parte dell’amministrazione che delle imprese. Il rallentamento delle compravendita di immobili (-15% 2006 su 2005), il calo nel primo trimestre 2007 (10% a Roma e 8% in provincia) sono ”segnali negativi che vanno valutati con attenzione in prospettiva futura”.

LA CONTRAZIONE DELL’IMMOBILIARE – Cremonesi lancia poi l’allarme sul rallentamento del mercato immobiliare nella Capitale con ”il rischio concreto di un ridimensionamento dell’attivita’ edilizia e l’avvio di un ciclo negativo per il settore”. Nonostante Roma traini “l’economia nazionale, ed e’ al secondo posto con l’8,4% sul Pil nazionale”, e una crescita dell’occupazione nel Lazio del 5% nel II trimestre 2007 (+22% nell’edilizia), e un incremento del 25% dei lavoratori denunciati (ottobre 2005-settembre 2006 rispetto ad ottobre 2006-settembre 2007) registrato dalla Cassa edile di Roma, ”i dati dell’andamento degli appalti pubblici nel Lazio – ha detto – non sono rassicuranti nell’immediato perche’ gli effetti si apprezzeranno a distanza di tempo”. Cremonesi ha denunciato poi ”la penalizzazione del nostro sistema imprenditoriale per l’ormai consolidata tendenza ai maxi-affidamenti (‘negli ultimi 6 anni l’1% dei bandi concentra il 45% del volume complessivo degli investimenti’).

IL PRG DI MEZZA ETA’ – Ultimo riferimento al “nuovo Prg di Roma”, che “essendo stato pensato cinque anni fa e avendo una validita’ di 10 anni, ha gia’ imboccato la strada della mezz’età” nonostante “pare abbia imboccato la dirittura d’arrivo”. Dunque, secondo Cremonesi, “c’e’ la necessita’ di integrarlo con ‘progetti speciali’ nella cui ideazione ed attivazione – ha annunciato – vogliamo essere coinvolti a pieno titolo e con pari dignita’ con ogni altro interlocutori”.

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