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Affissioni abusive, Roma "incartata" dai partiti

Roma, 21 marzo 2006 – E meno male che il proporzionale senza preferenze doveva portare a una riduzione dei manifesti elettorali. Non si vota più il singolo candidato, è vero, ma in giro per Roma pullulano comunque i faccioni, i sorrisi, le cravatte, gli slogan. Capitale “incartata”, solcata ovunque da frasi che promettono, evocano, criticano, che sfottono persino. E sfondi azzurri, bianchi, rossi, verdi. Ma soprattutto sigle e simboli di partiti, liste, coalizioni.

Il 2006 sarà anno di elezioni, tanto per cambiare. Ben due tornate, anzi tre, se si considera che dopo le Politiche ci sono le amministrative con tanto di possibile ballottaggio. A Roma si vota per il Parlamento, per il Campidoglio, per i Municipi. E le affissioni abusive di carattere elettorale restano una piaga per il decoro urbano. “Dal 30 aprile – annuncia il sindaco Veltroni – all’interno del Grande raccordo anulare non ci saranno più cartelloni 6×3 che verranno sostituiti da quelli 4×3″. Dunque un po’ di cielo libero in più cui fa da contraltare lo scatenarsi della fantasia di chi deve scegliere dove piazzare i manifesti del proprio leader, il posto migliore, il più visibile.

La Città Eterna avvolta nella carta come un cioccolatino. E vai giù di colla lungo le strade, sulle facciate dei palazzi, addirittura sui monumenti, a ridosso dei parchi, sulle transenne dei cantieri, alle fermate dei mezzi pubblici, sui lampioni e persino nelle cabine telefoniche. Le regole ci sarebbero, ma l’abusivismo delle affissioni è una piaga che rimane e si aggrava puntualmente ad ogni tornata elettorale. Senza dimenticare che la Finanziaria 2005 prevede multe solo ed esclusivamente per l’operaio che attacca il manifesto; quindi il partito politico e il candidato non hanno più responsabilità di nessun tipo. L’anno scorso la legge di Bilancio prevedeva addirittura un condono ad hoc, tanto che l’assessore all’Ambiente Esposito aveva parlato a RomaOne.it di “tragedia per questa città”.

Il 9 aprile si celebra un voto politico che ha il sapore di un giudizio universale. Come se non bastasse, l’abbiamo già detto, un mese e mezzo dopo tocca rinnovare anche il Campidoglio. Veltroni voleva l’Election day, chiedeva di mettere tutto insieme e buonanotte. Invece no: la Città Eterna farà appena in tempo ad uscire dal ciclone di carta delle Politiche, che si vedrà subito “rimpacchettata” dagli slogan dei partiti per le Comunali.

I NUMERI DELLA PIAGA
Sono 8.625 gli interventi realizzati nei primi mesi del 2006 dall’Ufficio del decoro urbano del Comune. E hanno portato alla defissione di 371.756 fogli (34,73% manifesti). Da tempo Veltroni chiede alle forze politiche di rispettare la città e confessa che il decoro urbano per il Campidoglio è una vera e propria ossessione. ”In questi mesi – spiega il primo cittadino – abbiamo coperto, con un brevetto comunale, 130 piloni della città per impedire l’affissione di manifesti. Inoltre sono operative per il decoro urbano 16 squadre dalle 7 alle 13 e dalle 13,30 alle 19,30. E quattro dalle 22 alle 4 del mattino”. La notte è proprio il momento in cui i “pirati” dell’affissione si scatenano di più, contando sullo spopolamento delle strade e sul favore delle tenebre.
Nel triennio 2003-2005 il costo dei danni per atti vandalici ha superato i 16,5 milioni di euro. ”Solo nel 2005 – precisa Veltroni – il vandalismo è costato alle casse comunali 6 milioni e 787.000 euro. Noi abbiamo fatto un gran lavoro, per esempio sulla tangenziale, sul Muro torto, in via Cavour e in molte altre zone della città”. Di recente sono stati inoltre defissi 2.162 manifesti di prima facciata politici (il 70% Fini-An) e 152 manifesti pubblicitari. Il responsabile del decoro urbano, Mario Schina, assicura per la fine di marzo la copertura di altri 70 piloni su via Predestina: “Continueremo lo stesso lavoro anche su altre zone della città, sempre che ci siano le risorse necessarie”. Ma Veltroni ricorda pure che, accanto a una dura azione condotta contro l’abusivismo, l’amministrazione “ha raddoppiato negli ultimi anni gli spazi per i manifesti della campagna elettorale”. Insomma, i luoghi per la comunicazione politica non mancano. Dunque appare inutile offendere il decoro di una città che è patrimonio del mondo intero e che attira sempre più il turismo nazionale e internazionale (16milioni di arrivi l’anno) soprattutto in primavera e autunno.

L’ESEMPIO DEL III MUNICIPIO
Forse servirebbero più iniziative come quella presa un anno fa dal presidente del III Municipio, Orlando Corsetti, che attraverso una task force di vigili urbani e addetti dell’Ama si impegnò a punire con pesanti sanzioni i manifesti abusivi al di fuori degli spazi consentiti. Un modo per migliorare le gravi situazioni di degrado urbano causate dai volantini, molto presenti soprattutto nelle vicinanze della Sapienza. E’ così che a partire da piazza Bologna per scendere su viale delle Province, ma soprattutto in viale Ippocrate, anche bigliettini del tipo “Vendo libri”, “Affitto camera”, o “Ho smarrito il cane”, rischiano di essere multati con le sanzioni – fino a 800 euro – previste dall’articolo 413 del Codice della Strada.

EUR SUL PIEDE DI GUERRA
Anche la City della Capitale recentemente ha dichiarato guerra alle affissioni abusive, non solo quelle elettorali. L’Associazione Eur2000 in queste ultime settimane ha denunciato il fenomeno alle autorità competenti (assessorato al Commercio, Vigili urbani e Ufficio decoro urbano) documentandolo con servizi fotografici in cui vengono esposti i casi più eclatanti: nelle strade della city dell’Eur sono state censite oltre 1200 affissioni abusive d’ogni tipo.

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