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Alle Regioni la scelta sui volontari

  Saranno le Regioni, a maggioranza di Centro-sinistra, a dire l’ultima parola sulla possibilità che i consultori ”aprano” alle associazioni dei volontari, in primis al Movimento per la vita, come suggerito due giorni fa dal segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa. E’ questa la soluzione scelta ieri in una riunione tecnica al ministero della Salute, presieduta dal ministro Francesco Storace: alle amministrazioni locali sarà infatti proposta una bozza di accordo per monitorare l’attuazione dei primi cinque articoli della legge 194/1978 sull’interruzione volontaria della gravidanza.

 

 

 

 La polemica sull’aborto non sembra dunque destinata a placarsi. E infiammerà i banchi del Parlamento: ieri il capogruppo dell’Udc alla Camera, Luca Volontè, ha chiesto alla commissione Affari sociali di attivare un’indagine conoscitiva per verificare l’attuazione della legge. Spalleggiato dall’Osservatore Romano, sceso in campo per sottolineare come la 194 sia stata «finora male applicata», perché introdotta per prevenire l’aborto, non per favorirlo. Al vertice ministeriale è stato anche deciso di rimettere al Consiglio superiore di sanità le questioni legate all’acquisto all’estero della pillola abortiva RU486: il Css dovrà pronunciarsi sulla compatibilità con la tutela della salute della donna dell’applicazione del Dm 11 febbraio 1997 sull’importazione dei farmaci per cui non è stata chiesta la registrazione in Italia. «Storace tenta di svuotare la 194 dall’interno», commenta Livia Turco (Ds). Le fa eco Barbara Pollastrini (Ds): «È in atto un’offensiva contro la libertà e la responsabilità femminili». «La legge non si tocca», tuona Fausto Bertinotti (Prc). Per Daniele Capezzone (Radicali) l’indagine conoscitiva sarebbe solo «un luogo di propaganda elettorale». «Basta con le contrapposizioni ideologiche», dice Giuseppe Fioroni (Margherita). «E’ indecente questa competizione tra Storace e l’Udc sulla pelle delle donne», afferma Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi).

 

 

 

 Sono in molti, dall’opposizione, a ricordare che lo strumento per verificare l’applicazione della legge esiste già: è la relazione annuale al Parlamcnto del ministro della Salute. Nell’ultima, diffusa a fine ottobre, parlano i dati: dal 1982 al 2004 le interruzioni volontarie di gravidanza sono diminuite del 41.8%, ma lo scorso anno, rispetto al 2003, le Ivg sono aumentate del 3,4%, specie dove più alta è la presenza di immigrate. «L’impegno del Centro-destra — ripete Storace — deve essere quello di ottenere ulteriori riduzioni del ricorso all’Ivg». 

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