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«Anche gay e transgender per i 60 mila baci di Venezia»

  A Capodanno, un grande bacio collettivo, al­meno 60 mila persone, in piazza San Marco affinchè Ve­nezia finisca nei telegiornali di tutto il mondo.
 
Lo hanno spiegato Massi­mo Cacciari, sindaco della cit­tà lagunare, e Marco Balich organizzatore di eventi (dalle Olimpiadi invernali di Torino al lancio della Fiat 500), alla presentazione di «Love 2008», sottotitolo della manifestazione «vieni a baciarti a Venezia». Un «format», come ha detto Balich, legato al­l’idea di Venezia città romantica per eccellenza, capitale della pace e dell’amore uni­versale: «11 bacio sarà declina­to in tutta la laguna ma anche nelle zone circostanti, da Jesolo a Mestre fino a Porto Marghera», ha annunciato Cacciari. «Vogliamo che Venezia di­venti la quinta immagine del Capodanno che passa nei tele­giornali e nei media di tutto il mondo insieme a Sydney, Londra, Parigi e New York». Visto il luogo dove si svolge­rà la performance, davanti a una delle basiliche più famo­se del Pianeta, sarà un bacio esclusivamente e rigorosa­mente etero, o aperto a tutti? A sollevare la questione è Marco Fois, segretario dei ra­dicali veneti: «Mi auguro che non sia solo un’operazione di marketing, ma possa diventa­re un messaggio globale di apertura, con la partecipazio­ne di omosessuali, bisessuali, transgender e coppie extracomunitarie. La selezione sia quindi aperta a coppie di ogni orientamento e naziona­lità».
 
Per sostenere la causa, cioè finire nei tg, omosessuali, bi­sessuali e transgender sono i benvenuti: «Io mi auguro di vedere sia i fidanzatini sedi­cenni che la coppia di gay ses­santenni da Parigi», risponde Balich. «L’unica discriminan­te è la voglia di andare a San Marco per baciarsi. E che non ci sono preclusioni lo dimo­stra il fatto che, a gestire l’organizzazione del bacio, abbia­mo chiamato il coreografo americano Doug Jack, un gay. Spero di vedere anche il radicale Fois che bacia un rom omosessuale».
 
«Ci saranno anche i gay? Questa iniziativa mi sembra solo un bel business e l’invito agli omosessuali uno strata­gemma per farsi della pubbli­cità», dice monsignor Giusep­pe Camilotto, arciprete della basilica di San Marco. Facile immaginare che, a Capodan­no, sarà il sagrato della sua fa­mosa chiesa il punto più ricer­cato dai baciatori da guinness. «Sinceramente non ca­pisco il senso dell’iniziativa ma quella di voler trasgredire a tutti i costi mi pare una ten­denza dei nostri tempi. Ripe­to, cercano di attirare atten­zione. Se sono scandalizzato? Per niente, ho altre cose più importanti a cui pensare».
 
Per il bacio di Capodanno le iscrizioni sono aperte: «Più di 500 coppie hanno già dato la loro adesione all’evento», spiega Balich. Etero od omo? «Non lo so, non abbiamo an­cora ascoltato tutti i messag­gi lasciati nella nostra segrete­ria telefonica in sole venti­quattro ore. Mi auguro che i partecipanti siano la fotogra­fia dell’Italia di oggi». Il 31 di­cembre, a Venezia, l’amore non potrà però esprimersi li­beramente. Saranno necessarie delle prove come in ogni show: «Abbiamo bisogno di 200 coppie che facciano da rompighiaccio. I primi inizie­ranno a baciarsi alle 22.45, poi altre due prove prima del­lo scoccare della mezzanot­te». 

«Anche gay e transgender per i 60 mila baci di Venezia»
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