RADICALI ROMA

Battaglia-Luxuria, è già lite tra futuri onorevoli gay

  Il telefono squilla in continuazione: lo/la cercano per partecipare a programmi televisivi, per interviste, per iniziative politiche di Rifondazione comunista. Prima ancora di essere eletta in Parlamento, è già una star. Ma in queste ore Wladimiro Guadagno, in arte Luxuria, è amareggiato/a per la scomunica ricevuta dai movimenti gay. Motivo: il partito che la candida ha subito un «accordo al ribasso», ha svenduto Pacs e unioni civili a Rutelli e alla Chiesa. «Basta con il carrierismo gay», ha tuonato Imma Battaglia. E il transgender Vladimir ha risposto con una rasoiata: «Questi attacchi denotano solo un sentimento di frustrazione per non essere arrivata dove sono arrivata io».

 

 

 

 La più tagliente è stata la presidentessa dell’associazione «Dì Gay» e leader delle lesbiche italiane. Domenica scorsa, in una conferenza stampa con i Radicali italiani, Imma Battaglia ha detto «basta con i partiti che ci vogliono strumentalizzare: Bertinotti ci ha fatto la grazia di candidare un travestito perché le donne sono una troppo grande rivoluzione politica». Luxuria l’ha presa veramente male e quando Imma l’ha chiamata per spiegarsi, Vladimir le ha chiuso il telefono in faccia. «Per me lei è morta», si è confidata il prossimo onorevole dell’Unione con alcuni amici in comune che stanno cercando, disperatamente, di rimettere pace tra i due.

 

 

 

 Imma, che si schiera con la Rosa nelpugno, non demorde: usa il lanciafiamme e chiede alla sua ex amica di ritirare la candidatura, perché «certe candidature di rottura vengono usate, strumentalizzate». «Lei, Vladimir – ci spiega la Battaglia – è una persona perbene, capace e intelligente, ma non può accettare una politica moderata su certe questioni. Non può dire, ad esempio, che i gay non vogliono figli, che non pensano di adottarli. Ma parli per lei: questa rappresentanza chi gliel’ha data? Noi i figli li vogliamo e me ne fotto dei divieti. C’è più attenzione ai problemi personali di carriera che al diritto di tutti». E’ un fiume in piena, Imma, che non vuole sentirsi dire che prima bisogna battere Berlusconi e poi impegnarsi per ottenere i Pacs. «Così va a finire come alle Regionali del Lazio: abbiamo sostenuto Marrazzo per le promesse che ci aveva fatto e ora non risponde nemmeno al telefono».

 

 

 

 Allora, il nuovo anatema del movimento omosessuale è «carrierismo gay». Luxuria stacca uno dei due telefonini, e fa spallucce. «Anch’io sono rimasta molto delusa da questo compromesso e l’ho detto a Bertinotti. Ma la sinistra ha cercato di portare a casa il più possibile. Meglio una base di partenza, pur se arretrata, che la cancellazione dal programma di ogni riferimento a questo tema, perché questo era l’obiettivo di Rutelli». Quando citiamo le accuse di Imma Battaglia, la drag queen cerca di mantenere la calma, ma solo per un po’. «Non ho mai avuto tra le mie aspirazioni quella di candidarmi al Parlamento: e stata una proposta che mi è stata fatta e sono felicissima perché è un ruolo di grande responsabilità che svolgerò nel migliore dei modi. Soprattutto cercando di fare il bene della comunità gay. Poi tutte le altre accuse sono strumentali, inqualificabili e le rispedisco al mittente. Io ho la coscienza a posto». Luxuria non sopporta di essere considerata uno strumento in mano a Bertinotti: «Io non sono subalterna ai partiti. Sono subalterna solo alla mia coscienza e rispondo al movimento gay. Io non sbatto porte, non grido, sono determinata. In questo momento bisogna mantenere la calma perché la rottura servirebbe soltanto al centrodestra». Fa una pausa. Vorrebbe chiuderla qui. Poi aggiunge: «Non mi aspettavo da Imma questo attacco così inqualificabile. Queste frasi tradiscono un sentimento di frustrazione per non essere arrivata dove sono arrivata io».