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Biomarcatori per la sclerosi laterale amiotrofica

Una diagnosi semplice e affidabile per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA): è quanto promette una ricerca svolta presso la Mount Sinai School of Medicine durante la quale sono state individuate tre proteine che potrebbero costituire i primi biomarcatori in grado di confermare l’insorgenza della malattia.
Secondo quanto riferisce Giulio Pasinetti, docente di neuroscienze della Mount Sinai e coautore dell’articolo pubblicato sulla rivista “Neurology”, nel corso dello studio sono stati analizzati campioni di liquido cerebrospinale di pazienti con diagnosi di SLA, di pazienti con altre patologie neurologiche e di individui sani. Dal confronto è stato possibile individuare tre proteine che nel liquido cerebrospinale dei soggetti affetti da SLA sono presenti in concentrazioni significativamente più basse rispetto agli individui sani. Per questo, tali proteine potrebbero essere utilizzate come biomarcatori per la patologia. Da sottolineare, inoltre, che la misurazione dei livelli di queste tre proteine fornisce un test per diagnosticare la SLA con un’accuratezza del 95 per cento.
“La nostra ricerca – ha spiegato Pasinetti, ha evidenziato come le variazioni di concentrazione fossero evidenti entro 1,5 anni dall’inizio dei sintomi, contro un tempo medio di due anni degli attuali metodi. Si apre così la strada per un metodo di diagnosi precoce, che permetterebbe di eliminare la necessità per il paziente di subire mesi di valutazioni diagnostiche e di rimuovere l’incertezza che attualmente è presente anche dopo che la diagnosi è stata fatta.”

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