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Bonino incalza il premier: basta silenzi su Di Pietro

 

Per mesi il «caso Di Pietro» è stato un affaire a due, uno scontro pressoché quotidiano tra il ministro delle Infrastrutture e il Guardasigilli Clemente Mastella, con qualche inevitabile strascico sul governo. Ma dopo il duro attacco alla Commissione europea in merito alla mancata fusione Autostrade-Abertis, l’esuberanza verbale dell’ex Tonino nazionale diventa un fascicolo sul tavolo di Romano Prodi, una voce nell’agenda del conclave di Caserta: giovedi, tra le colonne e i cortili e gli scaloni vanvitelliani, il ministro degli Affari europei Emma Bonino porrà ufficialmente «il problema Di Pietro». A Palazzo Chigi il tema è all’ordine del giorno, tanto che Romano Prodi sta limando con il portavoce Silvio Sircana un severo richiamo diretto a ministri troppo loquaci o inclini alle invasioni di campo.

Già nei giorni scorsi, quando Di Pietro si era scagliato contro il vicepresidente della Commissione Ue Franco Frattini, la leader radicale aveva definito «sconcertante» la pressione nazionalistica del collega. Ma ieri la Bonino si è spinta oltre, ha rimproverato il «silenzio assordante» di Palazzo Chigi di fronte all’attacco «forsennato» e ha ammonito Di Pietro per le «accuse poco decorose» a Frattini: «Non si rilancia l’Unione europea definendola “un gruppo di banchieri e faccendieri”, toni che nemmeno la Lega usava». A Caserta, la leader radicale porterà un documento sulle priorità in Europa e porrà il problema del fare squadra: «Se vogliamo vincere sui dossier europei dobbiamo darci una regolata, andare tutti nella stessa direzione e non coprire di insulti chi ha una posizione diversa. Mi auguro che a Caserta o in un’altra sede il presidente Prodi faccia chiarezza su come ogni ministro si deve comportare».

Clemente Mastella condivide. «Di Pietro? Fa il primo della classe su tutto, fa il professorino non potendoselo permettere… Ma io ormai ci ho fatto il callo. L’intervento della Bonino dimostra che non c’è un problema tra me e Di Pietro, ma che è lui a sconfinare nei territori altrui». In altri (recentissimi) tempi, il ministro delle Infrastrutture avrebbe risposto per le rime, avrebbe accusato Mastella di essere uno «spregiudicato» o «un furbo che lucra consensi», ma alla vigilia di Caserta l’ex pm ha cambiato strategia: «Ho deciso di fare un fioretto e di non polemizzare con alcuno sul piano personale. Bonino? Mastella? Non replico, gli insulti d’ora in avanti li relego nella memoria». Questo non vuol dire che il leader dell’Italia dei valori la smetterà di alzare i toni e attaccare o l’uno ora l’altro esponente del governo. «Il nostro impegno non cambierà di una sola virgola – preannuncia nuove battaglie Di Pietro -. L’Idv ha il diritto dovere di fare valere, con determinazione e coraggio, le proprie posizioni, ma sarà un confronto sui temi e non uno scontro con le persone».

A Palazzo Chigi, Prodi e Silvio Sircana stanno studiando un «codice di comportamento» per arginare lo slancio verbale di alcuni ministri. «Il premier farà un bilancio sulla comunicazione un pò folle a cui ci si è lasciati andare negli ultimi mesi anticipa il suo portavoce -. Perché tra invasioni di campo e ministri che hanno stracomunicato o si sono occupati di dossier dei colleghi, si è davvero passata la misura».

Bonino incalza il premier: basta silenzi su Di Pietro
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