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Bordon: "Voglio fare il sindaco di Roma"

Sembra un’uscita per mettere sulla graticola Prodi più che Veltroni. Ma tant’è, il senatore “scissionista” dell’Ulivo Willer Bordon annnuncia: “Mi candido per la poltrona di sindaco di Roma e metto a disposizione la mia esperienza di amministratore”. Ospite di ‘Omnibus’, anticipando il contenuto di un’intervista rilasciata a L’Espresso in uscita domani, Bordon lancia dunque una candidatura per elezioni che nessuno ancora sa quando si terranno. Ma lui pungola Veltroni: “L’ipotesi che possa fare contemporaneamente il sindaco e il segretario del Partito democratico non sta né in cielo né in terra”. Il problema è che Veltroni ha già ribadito che non lascerà il Campidoglio e tutti sanno che lo farà solo in caso di caduta del governo e di ritorno anticipato alle urne. Ecco perché Bordon, malgrado le rassicurazioni sul suo sì al Welfare, sembra parlare a Walter perché ascolti Romano.

“LE PRIMARIE DI ROMA” – Insomma, il senatore ex Dl invita il neosegretario Pd a dimettersi da primo cittadino, proprio come aveva già fatto in modo meno plateale Cacciari. Poi il fondatore di Unione democratica spiega a RaiUtile: “Per la mia candidatura a sindaco di Roma, ho deciso di fare un’esperienza come quella delle primarie americane a partire da gennaio. Dedichero’ un mese a ogni municipio di Roma. Cerchero’ di affrontare con i cittadini i problemi dei quartieri e di costruire con loro programma e squadre che presenterò”. “Verifichero’ supporto finanziario e i consensi: non mi rivolgo ai partiti ma ai cittadini – aggiunge – All’interno di un percorso che pian piano selezionera’ squadra e programma, si dichiareranno anche le adesioni. Da questo punto di vista sono aperto”.

“VOGLIO AYALA CON ME” – Bordon ha parlato del caso in cui il Pd appoggiasse la sua candidatura: ”Mi farebbe piacere ma mi interesserebbe poco se non capisco se sono d’accordo con il programma, con i cittadini e con la squadra che presenterò”. Il primo punto del programma del senatore sarà “rendere vivibile il centro di Roma per i romani e non dover pensare che può vivere al centro della città solo chi ha i miliardi, perche’ magari possiede attici strepitosi”. Mentre, tra gli uomini che in questo percorso vorrebbe con se’ cita ”sicuramente Peppino Ayala”. Bordon ha aggiunto: ”Ritengo che il sistema politico italiano sia giunto ormai al collasso e che questo tipo di esperienza parlamentare anche per me può considerarsi conclusa”. Se i cittadini di Roma lo voteranno fara’ il sindaco, altrimenti il senatore ha sottolineato: ”Si possono fare tante altre cose. Per esempio scrivere un libro”.

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