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Cappato e Della Vedova interpellano l'Unione Europea sulle conversioni forzate in Sudan

Nei giorni in cui il governo del Sudan e le forze ribelli dell’esercito di liberazione del Popolo sudanese hanno raggiunto l’accordo per la proroga di tre mesi della tregua che ha portato alla sospensione della guerra civile durata 19 anni – nel corso dei quali due milioni di persone hanno perso la vità e 4 milioni sono state costrette ad abbandonare la propria casa – nel territorio controllato dal governo di Khartoum continuano a registrarsi gravi e sistematiche minacce alla libertà delle donne e degli uomini non musulmani. Il 4 novembre ultimo scorso il quotidiano sudanese “Al-Watan” ha pubblicato la notizia di una studentessa di fede copto-cristiana, rapita nel nord del Sudan e costretta contro la sua volontà alla conversione all’Islam ed al matrimonio forzato. Dimiana Murad Nashid, studentessa iscritta al primo anno della Università Al-Neelain di Omdurman è scomparsa alla fine del mese di ottobre. Amici e colleghi della ragazza hanno informato la famiglia che un uomo di fede islamica, di nome Ehab, l’ha portata via dall’università. Il padre di Dimiana, che ha presentato il suo caso al “Freedom House’s Center for Religious Freedoms”, ha raccontato di essere stato convocato dalla corte di Kalakla (una piccola città nei pressi di Khartoum) ad assistere al matrimonio della figlia. Davanti alla Corte erano presenti un leader religioso, che ha detto di essere il padre dello sposo, con un certificato di matrimonio, ed un avvocato, che ha presentato un documento sottoscritto da Dimiana, con il quale la donna dichiarava di essersi convertita all’Islam e di voler sposare Ehab. Il padre, dopo aver avuto un incontro con la figlia alla presenza dei suoi rapitori, ha detto che le sembrava narcotizzata che aveva gli occhi e le labbra gonfi; egli ha inoltre dichiarato che gli è stato detto che se vuole avere sua figlia indietro dovrà convertirsi all’Islam. Interrogazione di Marco Cappato e Benedetto Della Vedova, europarlamentari della lista Bonino, alla Commissione europea: Ha la Commissione provveduto a richiedere formalmente all’ambasciatore della Repubblica del Sudan chiarimenti sulla situazione? In caso negativo, perché? In caso positivo, quali risposte ha ottenuto? Quali interventi intende intraprendere la Commissione per spingere il governo sudanese a porre fine alle continue e persistenti minacce alla libertà delle donne e degli uomini non musulmani in quel Paese? In che modo intende la Commissione muoversi per impedire le violazioni generalizzate della Convenzione Internazionale contro la schiavitù del 1927 tollerate ed praticate dal regime di Khartoum e a quali strumenti di pressione, politici e diplomatici, intende far ricorso per porre fine a tali violazione del diritto internazionale?

Cappato e Della Vedova interpellano l'Unione Europea sulle conversioni forzate in Sudan
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