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'Casa nostra', lo scandalo continua

 Prosegue l’inchiesta ‘Casa nostra’, condotta dall’Espresso, sui nomi eccellenti che hanno acquistato nella Capitale immobili a prezzi di favore. Coinvolti nello scandalo ministri, deputati, magistrati e direttori.

I NOMI – Sono quattro le new entry del settimanale domani in edicola. Gianni Alemanno, ex ministro dell’Agricoltura e deputato di Alleana nazionale, avrebbe acquistato dieci mesi fa un primo piano ex Inail da 140mq ai Parioli per 533mila euro, metà del valore di mercato. Poi si fa il nome di Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica istruzione della Margherita, che avrebbe pagato nel 2003 all’Enasarco, l’ente previdenziale di Confcommercio, 94mila euro per tre stanze sulla Cassia. Ma non è finita qui. Giuseppe Scalia, deputato di An, avrebbe speso 295mila euro per un quinto piano dell’Inps in via Crescenzio e Paolo Affronti, deputato dell’Udeur, avrebbe acquistato quattro vani ex Inpdai all’Aurelio per 73mila euro.

GLI ALTRI NOMI – Un lungo elenco quello stilato dall’Espresso, già molti i nomi tirati in ballo. Per ricordarne solo alcuni, si va dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ai presidenti della Camera e del Senato del primo governo Prodi, Luciano Violante e Nicola Mancino. Dal presidente dell’Udc, Pierferdinando Casini, al ministro della Giustizia, Clemente Mastella. E ancora, il sindaco di Roma e candidato leader del partito democratico, Walter Veltroni, il presidente del Senato, Franco Marini, il presidente della Consob, Lamberto Cardia, e il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.

'Casa nostra', lo scandalo continua
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