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Con Veltroni, dalla parte dei diritti

L’estate delle notizie quest’anno per noi che rullia­mo i motori verso il Parti­to Democratico non è stata gran­ché. Grandi articoli su quello che il Pd dovrebbe essere, quale profi­lo, quali idee (ideali perché no), che cosa vuole realizzare nel lun­go periodo, non ne sono stati scritti abbastanza. Quale idea di cambiamento, quali «pensieri lunghi» dovrebbe avere. Quali orizzonti che diano il senso del tutto, non ci è dato, ancora, sa­perlo. Dipende da noi, ma anche dal fatto che ai giornali, si sa, piac­ciono di più quelle notizie in cui «scorre il sangue» e allora vai con la carrellata di liti e baruffe tra candidati e non, vai con gli insul­ti, vai con la bassa cucina. Per carità, le cose le fanno gli umani e noi umani siamo fatti anche di questo. Ma ci accingia­mo a realizzare qualcosa che vie­ne costruito con l’ambizione di fare il bene del paese. È necessa­rio ora mettere al centro idee nuo­ve che sappiano parlare non alla pancia, ma al cuore e alla testa dei cittadini e delle cittadine, che sappiano raccontare come si vuole disegnare questo quadro, con quali colori, quali soggetti, den­tro quale cornice. Noi di Gayleft, abbiamo deciso di partecipare a questa fase, mettendo a disposi­zione storie politiche e personali, energie, passioni: per far sì che questo partito nuovo parli anche la nostra lingua e sia anche casa nostra.
 
Progetto ambizioso, certo, ma se non fossimo ambiziosi non sa­premmo dove trovare la forza per portare avanti la nostra batta­glia: la piena cittadinanza degli omosessuali.
 
Abbiamo in gran parte deciso di sostenere Walter Veltroni, senza rinunciare alle nostre ragioni. E Veltroni questo lo sa. Sa che noi siamo portatori di una cultura po­litica che mette al centro i diritti civili, i diritti degli omosessuali, in un’ottica che vuole essere però più ampia, facendoli viaggiare in­sieme ai diritti sociali. Insieme co­me strumenti per la costruzione di società inclusive, quelle socie­tà che mettono al centro i nuovi soggetti della cittadinanza: don­ne, giovani, omosessuali, immi­grati.
 
Abbiamo deciso di candidarci su tutte e tre le liste che sostengono Walter Veltroni, perché voglia­mo «contaminare». Non vogliamo relegarci in un ghetto, per­ché crediamo che tutto il futuro Pd debba essere portatore di que­sta cultura politica. Per questo io Anna Paola, ho accettato di candidarmi come capo­lista a Roma nella lista 2 Ambien­te, Innovazione, Lavoro, perché non c’è innovazione senza una nuova cultura delle relazioni so­ciali, e perché i soggetti dell’inno­vazione sono portatori di un’idea di società rispettosa delle differenze. E dove c’è maggiore circolarità di idee e di cultura è la dove le società sono più aperte. E con le stesse convinzioni, io An­drea ho chiesto di rappresentare ad Ivrea, la mia città, la principa­le lista a sostegno di Veltroni, per­ché convinto che il nostro punto di vista possa servire non solo co­me testimonianza di una parte della società, ma anche come effi­cace punto di una sintesi in gra­do di rappresentare tutti. E per gli stessi motivi tanti altri compagni e compagne si candideranno per le assemblee costituenti regiona­li e nazionale in ogni parte d’Ita­lia.
 
Questi sono gli ultimi giorni del­la stesura delle liste, giorni freneti­ci, complicati che certo non ac­cendono i cuori. E la stesura delle liste è un passaggio importante.
 
Walter sa che noi siamo portatori di una cultura politica che mette al centro i diritti civili, i diritti degli omosessuali, in un’ottica che vuole essere però più ampia, facendoli viaggiare insieme ai diritti sociali.
 
Certo, noi ci siamo messi a dispo­sizione non per fare testimonian­za ma per provare a fare da teste di ponte di una battaglia che non possiamo condurre da soli. E allora abbiate il coraggio di far­vi contaminare dalla nostra bat­taglia, da queste nostre vite che ancora sembrano così scandalo­se.
 
Proprio perché vogliamo conta­minare con la nostra cultura l’at­to di nascita del Partito Democra­tico, abbiamo promosso un con­fronto per la mattinata di dome­nica prossima alla Festa Naziona­le de l’Unità di Bologna tra i tre portavoce del Pride di Roma e i rappresentanti dei principali can­didati alla segreteria nazionale del nuovo partito. Livia Turco a nome di Walter Veltroni, Albertina Soliani per Rosy Bindi e Ame­deo Piva per Enrico Letta si con­fronteranno   coordinati   dalla giornalista Maria Cuffaro con Au­relio Mancuso, Rossana Praitano a Christian Ballarin in rappresen­tanza   dell’intero   movimento lgbt. Sarà un momento di con­fronto, forse anche di scontro dopo gli ultimi mesi di polemi­che. Ma potrà servire a spingere questo Pd a rendere normale es­sere omosessuali in questo pae­se. Sarebbe una rivoluzione.

Portavoce Nazionali Gayleft-Consulta Lgbt Ds.

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