RADICALI ROMA

CONTRO LO STIGMA E IL TRAFFICO ILLECITO, PRIMA LE PERSONE!

“Oggi, nella giornata indetta dall’Onu contro l’abuso di droghe e contro il traffico illecito delle sostanze stupefacenti, il governo non trova di meglio che organizzare un convegno dal sapore fortemente proibizionista, a partire dalla platea degli ospiti chiamati a intervenire che evidenzia la volontà di affermare politiche repressive e stigmatizzanti nei confronti dei consumatori di sostanze”. Così in una nota Alessandro Capriccioli e Leone Barilli, rispettivamente segretario e membro di direzione di Radicali Roma.

“L’Onu, al contrario, chiede un cambio di direzione delle politiche sulle droghe con il significativo slogan ‘People first’, che richiama i governi ad adeguare le loro politiche ad alcuni principi: aumentare la consapevolezza sull’impatto negativo dello stigma e della discriminazione nei confronti delle persone che fanno uso di droghe e delle loro famiglie, promuovere servizi basati sulle evidenze scientifiche, favorire alternative alla reclusione per i reati legati alla droga, incentivare un linguaggio e atteggiamenti rispettosi e non giudicanti.

In Italia sono circa 300mila le persone prese in carico presso i Serd, e si stima un fabbisogno sommerso almeno otto volte superiore. Le problematiche legate al consumo e all’abuso di sostanze stupefacenti non possono essere affrontate attraverso un approccio moralistico che ha ormai dimostrato di essere fallimentare: occorre mettere al centro le persone, la difesa dei diritti umani, la compassione e le migliori pratiche basate sulle evidenze scientifiche.

A Roma, negli ultimi due mesi, sono decedute almeno cinque persone per overdose. La capitale del paese è priva di un piano per i servizi alle dipendenze, mentre attorno al mondo delle droghe continua a nascondersi un profondo disagio sociale caratterizzato da bassa scolarizzazione, disoccupazione e marginalità. E’ ora di cambiare le politiche sulle droghe. Non soltanto perché ce lo chiede l’Onu, ma anche (e soprattutto) perché ce lo chiede la realtà”.